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Libri di Titolo G editi da Terre Blu
Gli occhi di Don Carlo. L'universale favolistico della Lucania di Carlo Levi Di Consoli Andrea Staino Isabella - Terre Blu, 2023 - Sguardi
Una sovrapposizione di sguardi, quello di Levi, di Staino e di Di Consoli, due dei quali "stranieri", che penetrano la realtà per andare oltre e al di là di essa. "Levi era uomo di scienza e di ragione - scrive Andrea Di Consoli -, ma ha sempre avuto qualcosa, nello sguardo e nell'atteggiamento, di mitopoietico, di mitologico, di olimpico, com'è stato più volte detto. Per quanto egli stia con precisione e lucidità nel qui storico, nelle concrete pieghe del reale, in lui emerge sempre questo sguardo "superiore", tra il lirico e il mitologico, di chi osserva le cose da una sorta di altura sacra». E aggiunge, parlando di Staino: Il suo sguardo "porta il Cristo altrove, lo rende universale, disarcionandolo dall'iconografia tradizionale del realismo meridionalistico. È come se Isabella Staino ricollegasse quest'opera all'immaginario universale della favolistica popolare - ho pensato a Chagall -, in tal modo dimostrando un aspetto fondamentale, e cioè che l'opera di Levi non è regionalistica, ma universale, perché tutte le civiltà contadine del mondo hanno questa stessa complessità e stratificazione morale e spirituale". Con una prefazione di Franco Arminio.
Giovanni Tariello e gli anni '70. Castel Morrone nel panorama artistico nazionale. Ediz. illustrata - Terre Blu, 2025 - Derive
Nel 1975 Giovanni Tariello riprendeva una antica tradizione del suo paese, Castel Morrone, per trasformarla in un happening concettuale nei giardini antistanti il Palazzo Reale di Caserta. Il solco tracciato nella terra, rito propiziatorio e devozionale, diventava così il "solco rosso" che attraversa il globo terrestre proiettando il significato rituale su scala planetaria. L'anno successivo riprendeva nuovamente quel rito e tracciava il solco nel luogo deputato, rivolgendolo come convenuto verso il Santuario di Monte Castello, con tanto di buoi, aratro e contadini, coinvolgendo la comunità locale e facendo della tradizione un intervento artistico che modifica il paesaggio; creando infine un connubio tra arte contemporanea, ruralità e partecipazione sociale che nel corso degli anni Settanta avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione artistica. Ripeteva poi l'esperimento con altre tradizioni arrivando a portare fisicamente i contadini morronesi nelle gallerie d'arte, riscuotendo consensi e riconoscimenti da parte della critica militante, dando infine ad un paesino di pochi abitanti una visibilità internazionale.
Geometria generativa. 40 anni dopo. Ediz. speciale Dalisi Riccardo Coppola G. (Cur.) - Terre Blu, 2015 - Segni Di
A distanza di molti anni Riccardo Dalisi ritorna su un tema che lo ha visto impegnato all'inizio delle sua carriera professionale e didattica. La geometria generativa, teorizzata ed esplorata tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70, nasceva come approccio alternativo e radicale al progetto di una scuola materna che in realtà non vene mai costruita, ma anche e soprattutto come elemento generatore disponibile a molteplici soluzioni. Quella esperienza infatti gli diede modo di realizzare oggetti di varia e diversa natura assieme agli abitanti del popolare Rione Traiano di Napoli, ai bambini e agli studenti del suo corso di Architettura, facendo della geometria generativa un punto di cerniera tra architettura, artigianato, animazione, design e arti visive, e connotando da allora la sua produzione intellettuale ed artistica. Quarant'anni dopo ha dedicato a quell'argomento 40 tavole tracciate a mano, in parte riciclando il retro di esercitazioni scolastiche, in alcuni casi addirittura riutilizzando quegli stessi componimenti come base di una nuova narrazione nella quale testi annotazioni e disegni si fondono assieme per dare vita a un linguaggio unitario.