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Libri di Titolo Gi editi da Trabant
Giordano Bruno nella storia della cultura Gentile Giovanni - Trabant, 2022 - Articolo 25
Originariamente letto a una conferenza nel marzo 1907, questo breve saggio non è né una biografia di Giordano Bruno né un'esposizione del suo pensiero, ma un'analisi del ruolo da lui ricoperto nella cultura del tempo e delle ragioni del suo scontro con le autorità ecclesiastiche. Rifiutando le semplificazioni di un Giordano Bruno ateo o anticlericale, Giovanni Gentile espone una sua personale interpretazione della vita del pensatore nolano, considerandolo non già un "martire del libero pensiero", quanto piuttosto, al pari di Socrate, un "martire della filosofia". Ne scaturisce il ritratto di un Bruno avverso non alla religione in sé ma alla superstizione, e fautore, in anticipo sui tempi, della separazione tra fede e scienza.
Giosuè Carducci. Studio critico Croce Benedetto - Trabant, 2024 - Articolo 25
I giudizi critici di Benedetto Croce sugli autori della nostra letteratura sono sempre stati originali e spesso controcorrente. Famose sono le sue valutazioni poco indulgenti nei confronti di Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi. Se c'è però un autore del quale Croce aveva grande considerazione, questo è Giosuè Carducci, al quale era legato da una reciproca stima professionale e un cortese rapporto epistolare. In questa raccolta di saggi pubblicata nel 1920 si incarica pertanto di difenderlo dai suoi detrattori coevi e postumi, analizzandone la produzione poetica senza tuttavia alcun favoritismo. Per Croce, Carducci era distante dagli eccessi tanto dei poeti romantici quanto dei decadenti: "Al suo istinto sicuro, al suo quadrato buon senso, la vita apparve quella che essa è: la Vita; da accettarsi qual è e da non velarla con domande assurde, che formano, esse, il mistero."
Giovanni Pascoli. Studio critico Croce Benedetto - Trabant, 2024 - Articolo 25
"E la riprovazione si è volta in isdegno, ricordando di aver letto su pei giornali letterarî, che è ormai venuto il tempo d'introdurre il Pascoli nelle scuole italiane. Oh, no!". Il giudizio di Benedetto Croce sulla poesia di Giovanni Pascoli non è mai stato tenero, a partire dalla pubblicazione nel 1907 di un primo saggio sull'argomento, che suscitò un certo dibattito negli ambienti culturali. Il presente volume raccoglie gli interventi che Croce fece sull'argomento fino al 1920, in un continuo e ideale dialogo con gli estimatori del poeta romagnolo, e costituisce non solo un punto di vista originale e tutt'altro che conciliante su uno dei maggiori scrittori italiani, ma anche la cronistoria di una vivace polemica nella storia della critica letteraria del nostro paese.