Il Testamento Libri
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Il testamento del capitano Grandi. Vita breve di una «leggenda» degli Alpini Dalla Torre Marco - Ares, 2025 - Faretra
La scena del capitano Giuseppe Grandi, ferito a morte nella battaglia precedente a Nikolaewka, attorniato dai suoi alpini che gli cantano "Il testamento del capitano" ha emozionato generazioni di uomini. E ha fatto di Grandi (Medaglia d'Oro al Valor Militare) una "leggenda" degli Alpini. Tutti i principali memorialisti della tragica ritirata ne parlano: Giulio Bedeschi, Mario Rigoni Stern e, soprattutto, Nuto Revelli e il beato Carlo Gnocchi. Sul piano letterario, sono indimenticabili le pagine in cui Eugenio Corti ne Il cavallo rosso racconta i suoi ultimi istanti. Per la prima volta questo libro ne racconta la troppo breve vita e indaga i motivi per i quali tanto era amato dai suoi uomini. Revelli di lui diceva che era «il miglior comandante di uomini che abbia mai conosciuto». Questa seconda edizione è arricchita di un nuovo capitolo, basato su un carteggio inedito, fortunosamente ritrovato, che permette di addentrarsi almeno in parte nel suo intimo. Prima che una storia di guerra, queste pagine vogliono essere la storia di un uomo che, gettato nella fornace della guerra, ha saputo conservare la propria umanità.
Il testamento del capitano Grandi. Vita breve di una «leggenda» degli Alpini Dalla Torre Marco - Ares, 2021 - Faretra
«Grandi, il miglior comandante di uomini che abbia mai conosciuto» (Nuto Revelli). «Puoi essere certo capitano Grandi, puoi essere certo, nessuno ti dimenticherà mai. Il tuo testamento sarà rispettato. Gli alpini del tuo Reggimento, del tuo Battaglione, della tua Compagnia ti hanno tutti nel cuore, la tua mamma e colei che si ricorda "del suo primo amor", anche la tua montagna, anche le tue frontiere. Non solo. Ma il tuo eroismo ti ha consegnato per sempre alla storia degli alpini e della Patria...» (don Carlo Gnocchi). «A Luca dispiacque vedere andar via il capitano Grandi: egli non lo conosceva che di vista, ma senza di lui si sentiva in qualche modo impoverito, tanto quell'uomo sconosciuto gl'ispirava fiducia: un vero padre nel senso alpino» (Eugenio Corti).