L Attore Libri
Libri di Titolo L Attore editi da Accademia University Press
L'attore. Gli attori. Scritti per Claudio Vicentini Egidio A. (Cur.) Mango L. (Cur.) Pizzo A. (Cur.) - Accademia University Press, 2024
Claudio Vicentini, attraverso gli studi che ha dedicato alla recitazione, ha fornito all'approfondimento di questo argomento un contributo fondamentale che è di riferimento per chiunque si occupi, da un punto di vista scientifico, di attori. Le sue allieve e i suoi allievi, volendo dedicargli un volume, hanno pensato di farlo riunendo saggi dedicati proprio all'attore e alla recitazione. Ne è nato il montaggio di voci diverse che hanno indagato il tema da prospettive e angolazioni di lettura in grado di mettere in evidenza le qualità plurali che della recitazione sono peculiari. Di qui il titolo del libro che evidenzia come la questione dell'attore emerga con tanta maggiore forza quanto più il discorso si diversifica e si moltiplica. C'è, però, un tratto comune che lega i diversi studi tra loro ed è il taglio metodologico, che deve moltissimo al magisterio di Vicentini, basato sull'analisi concreta dei fatti, sui documenti, sulla prospettiva critica in grado di legare specifici eventi artistici a problemi di natura storiografica.
L'attore di fuoco. Martin Buber e il teatro Scopelliti Marcella - Accademia University Press, 2015 - Mimesis Journal Books
Nell'anno che segna il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Martin Buber, questo volume svela un ritratto inedito del filosofo colto nei suoi anni giovanili sullo sfondo di un'incandescente Vienna fin de siècle e riunisce una breve antologia di testi buberiani sul teatro. Per il giovane sionista, poco attratto dall'intrattenimento e dallo spettacolo, il teatro costituisce un mezzo di ricomposizione etica e politica del mondo e l'attore si presta come prototipo universale di un uomo "nuovo" e autentico. Viene qui ricostruita un'affascinante vicenda biografica via via animata da personaggi inattesi come Eleonora Duse, Ermete Novelli, il pittore Lesser Ury e Adolphe Appia. Si dimostra come l'incontro di Buber con il teatro costituisca senza dubbio una decisiva spinta verso il futuro e più maturo pensiero dialogico. La prospettiva del volume estende la portata del pensiero buberiano ben oltre i confini ebraici, facendo emergere una poetica (un "fuoco inesauribile") valida per ogni uomo occidentale alle prese con la riformulazione della propria tradizione. In questo senso trova spazio nell'ultimo capitolo un'attenta analisi biografica e performativa di Jerzy Grotowski, il regista polacco che rivoluzionò il teatro del Novecento e che da oggi è così possibile includere in una tradizione "simpatica" che annovera Martin Buber come maestro e ispiratore.