L Urlo Libri
Libri di Titolo L Urlo editi da Rubbettino
L'urlo disumano. Il passaggio del testimone nelle aziende famigliari Albertini Alberto - Rubbettino, 2024 - Input
L'"urlo disumano" è quello che Fostine Desalu ha gridato a Filippo Tortu mentre gli cedeva il testimone, nella staffetta 4X100 alle Olimpiadi di Tokyo del 2021. Una vittoria storica anche grazie a un incitamento e una carica che lo stesso Tortu definì "pazzesca", tanto da sentirla tutte le notti prima di addormentarsi. Immagine metaforica quella del passaggio del testimone in una impresa famigliare: difficile, spesso traumatico e senza certezza di risultati. Esiste già un'ampia letteratura che offre ricette e strumenti per affrontarlo. Tuttavia, in questo saggio, si è preferito analizzare alcune scelte e casi esemplificativi, perché siano uno stimolo o un viatico nelle specifiche situazioni. Anche esplorando in modo originale e innovativo le arti performative, il teatro e la psicologia: discipline poco presenti nelle aziende, ma molto utili per comprendere i sentimenti, i conflitti e i ruoli dei suoi protagonisti. E per riconoscerne le emozioni, soprattutto quelle negative che rimangono occulte e hanno un effetto devastante. Per tutti. Con i contributi di Mariasole Bannò, Alessandro Ceriani, Maura Pozzi e Sergio Simonini.
L'urlo di Moro. Autenticità e intelligenza politica nelle lettere dalla prigione Gaudio Carlo - Rubbettino, 2022 - Varia
"Ciò che più ci può risarcire e parzialmente compensare della privazione di una persona insostituibile come Aldo Moro, è Moro stesso. Sono le sue lettere, il suo stile, la sua scrittura, le sue frasi, le sue argomentazioni, le sue perorazioni, i suoi ragionamenti, i suoi distinguo, le sue intuizioni, le sue raccomandazioni... E ci pare di averlo trovato, e anche in una forma inedita, che non conoscevamo. Un Moro vivo, combattivo, che urla la sua speranza, che lancia in mare il suo messaggio nella bottiglia [...]. L'urlo di Moro, i suoi messaggi di aiuto, per tantissimi anni, non vengono uditi. Lo statista, il grande politico è un uomo solo, abbandonato da tutti, dunque, ma non dalle cinque persone, umili e valorose, che hanno sacrificato la vita per tentare di proteggerlo. Gli indimenticabili uomini della sua scorta: Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Un Moro disarmato, inerme, abbandonato, sospinto di giorno in giorno, di ora in ora, verso le tenebre di una fine disperata, tragica, ma solenne." (dall'introduzione)