La Boh Me Libri
Libri di Titolo La Boh Me editi da Elliot
La bohème italiana Salgari Emilio - Elliot, 2017 - Raggi
Un racconto autobiografico, l'unico nella produzione di Salgari, in cui il creatore di Sandokan riporta alla mente i giorni della sua giovinezza, quando lasciò la città per vivere in campagna e fondare la Topaia, piccola comunità artistica di impronta bohémienne. Sulle orme dei protagonisti della vita goliardica, rocambolesca e intellettuale della Parigi di Murger, che Puccini contribuirà a rendere celebre nell'immaginario comune, anche i giovani italiani vissero la loro bohème, tra bevute, musica, espedienti per sbarcare il lunario e non pagare l'affitto. Ma come nella Bohème originale, in cui il freddo alla fine arriva alle porta di Rodolfo e Mimi, anche questo scritto di Salgari è percorso dalla malinconia per una fase spensierata della vita ormai perduta.
La bohème italiana Salgari Emilio - Elliot, 2018 - Manubri
Un racconto autobiografico, l'unico nella produzione di Salgari, in cui il creatore di Sandokan riporta alla mente i giorni della sua giovinezza, quando lasciò la città per vivere in campagna e fondare la Topaia, piccola comunità artistica di impronta bohémienne. Sulle orme dei protagonisti della vita goliardica, rocambolesca e intellettuale della Parigi di Murger, che Puccini contribuirà a rendere celebre nell'immaginario comune, anche i giovani italiani vissero la loro bohème, tra bevute, musica, espedienti per sbarcare il lunario e non pagare l'affitto. Ma come nella Bohème originale, in cui il freddo alla fine arriva alle porta di Rodolfo e Mimì, anche questo scritto di Salgari è percorso dalla malinconia per una fase spensierata della vita ormai perduta.
La bohème Murger Henry Patrizi P. (Cur.) - Elliot, 2015 - Raggi
"Scènes de la vie de bohème" solo impropriamente viene definito un romanzo: si tratta, in realtà, di una lunga serie di bozzetti pubblicati a puntate tra il 1845 e il 1849, come appendice su un giornale, e poco più tardi riuniti in volume. Rievocazione ironico-malinconica di un microcosmo meno circoscritto di quanto si possa pensare, dei suoi protagonisti e delle molte donne che li accompagnavano, il libro conobbe grande fortuna grazie alla trasposizione operistica che ne diede nel 1896 Giacomo Puccini (e l'anno dopo, con minor successo, anche Ruggero Leoncavallo), e continua a offrire squarci di grande suggestione impressionistica. La sua fortuna, indirettamente, vive ancora oggi: lo dimostrano bene un film come La vie de bohème di Aki Kaurismàki (1992) e un musical come Rent di Jonathan Larson (1994).