Lo Stupore Libri
Libri di Titolo Lo Stupore editi da Marsilio
Lo stupore e la bellezza. Meraviglia e seduzione dell'arte cristiana. Ediz. a colori Kermani Navid - Marsilio, 2017
Cosa succede quando uno dei più noti scrittori tedeschi, di origine islamica, si immerge nel mondo dell'arte cristiana? Colmo di stupore e meraviglia, Navid Kermani si innamora dello sguardo di Maria, dialoga ed entra in conflitto con la croce, assiste a una messa ortodossa, scopre la grandezza di Francesco d'Assisi. Di fronte alle opere di Botticelli, Caravaggio o Rembrandt, si pone domande che ci riguardano da vicino, ancora cruciali per la nostra esistenza, e con un racconto squisitamente raffinato ci conduce alla scoperta di una religione fatta di sacrificio e sofferenza, amore e miracoli, un credo irrazionale; abissale, profondamente umano e divino, al quale gli stessi cristiani si interessano ormai di rado con la stessa serietà, la stessa audacia, lo stesso entusiasmo. Non è sorprendente che sia un intellettuale di cultura musulmana a farci ritrovare il cuore del cristianesimo?
Lo stupore infantile. Con un inedito sui giochi dei bambini Zolla Elémire Marchianò G. (Cur.) - Marsilio, 2014 - Biblioteca
Questo quinto titolo dell'Opera omnia conduce il lettore in uno stupefacente itinerario nella foresta palpitante della mente zolliana, guidato da una lucina nel bosco, come accadeva nelle fiabe di un tempo. Lo stupore infantile, che intitola il libro, è una vertigine che i cuccioli umani, lasciati a se stessi, assaporano naturalmente, trastullandosi in giochi il cui fondo simbolico Zolla scrutava in certe noterelle inedite riportate alla luce qui per la prima volta. Dal saggio di apertura su "L'infanzia assassinata" si dipana un corale di temi scottanti: sulle migrazioni dei popoli, sull'inganno e la truffa consustanziali all'esercizio del potere politico, su apocalissi e genesi, sul matriarcato, sul "Parsifal" e il "Flauto magico" letti come opere-specchio della storia dell'Occidente. Nella tela tessuta da Zolla come un tantra moderno, incappiamo nell'iki, la grazia giapponese secondo Kuki Shuzo, nel poemetto "The Rose" di William Butler Yeats, nell'idea dionisiaca di natura al centro dell'opera di Karl Kerényi, e sulla "conoscenza senza dualità", propria dell'infante-sapiente, il cerchio di un pensiero attratto alle vette si chiude.