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Libri di Titolo M editi da Sabbiarossa
Musica è scuola. La pratica musicale per una nuova paideia Piscitelli M. (Cur.) - Sabbiarossa, 2018
Durante l'anno scolastico 2016/17, 4 scuole italiane hanno dato vita, in collaborazione con il Miur, al progetto Musica è scuola: IC "M. Ricci" di Rieti, IC "Falcomatà-Archi" di Reggio Calabria, IC "San Vitale-Fra Salimbene" di Parma, Educandato "San Benedetto" di Montagnana (Pd). Il libro restituisce l'esperienza fatta e va oltre, partendo dalla parte teorica fondante dell'intero percorso ed approdando a quella pratica, una sorta di resoconto di ciò che è stato fatto partendo dall'estremo Sud di Reggio Calabria. Uno scritto corale, come deve essere una pubblicazione che mette la musica al centro di ogni azione. Un libro che è una sinfonia in cui il direttore d'orchestra lascia tutto lo spazio necessario a ciascun solista: insegnanti di musica, dirigenti scolastici e ministeriali, direttori d'orchestra, studiosi, ricercatori, comunicatori. I contributi che si dipanano via via fornendo la fotografia reale della forza delle sinergie messe in campo si integrano perfettamente, note armoniche di una condivisione totale.
Marchiati. Come 'ndrangheta, stampa e tv hanno inventato la nuova «calabrofobia» Russo Alessandro - Sabbiarossa, 2014 - Impronte
"Il sentimento anticalabrese aveva già subito una mutazione negli anni dell'anonima sequestri e della guerra di mafia. Ma è dopo il delitto Fortugno e la strage di Duisburg che il pregiudizio si trasforma in un mostro alimentato dalle radiazioni di stampa e tv. La Calabria è la terra dei mafiosi e dei Cetto La Qualunque, de 'il compare del mio compare è tuo compare', delle donne che vivono nel Medioevo. Ogni episodio è la prova che la tara genetica esiste davvero: dal folle gesto di Luigi Preiti all'omicidio di Fabiana Luzzi, dall'uomo dato in pasto ai maiali all'uccisione di un bimbo di tre anni. Un pregiudizio che si alimenta di inchieste truffa, come quella della Bbc, di interviste rubate, di telecamere nascoste, di luoghi comuni pronti a rivestire qualunque fatto. Persino i successi degli studenti calabresi diventano oggetto di una dura discussione, perché da queste parti anche i voti alti sono sospetti. L'autore si chiede: come si è arrivati al punto che il termine 'calabrese' risuoni quasi come una minaccia, portando con sé qualcosa di sinistro? O che la Calabria sia immaginata come una selva oscura? L'ultimo decennio di storia giornalistica parla chiaro".