Rinascimento Libri
Libri di Titolo Rinascimento editi da Polistampa
Rinascimento in terra d'Arezzo. Da Beato Angelico e Piero della Francesca a Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli in Val di Chiana. Ediz. italiana e inglese Fornasari L. (Cur.) Refice P. (Cur.) - Polistampa, 2012 - Piccoli Grandi Musei
Beato Angelico, Piero della Francesca, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli. E ancora Donatello, Neri di Bicci, Michele da Firenze, Andrea della Robbia, Jacopo Sansovino, Filippo Lippi: ecco i principali artefici del Rinascimento aretino, al centro di questo catalogo che racchiude le mostre dell'ottava edizione dell'ambizioso progetto "Piccoli Grandi Musei". Il volume è un vero e proprio viaggio nel panorama artistico di un secolo mitico, attraverso sublimi affreschi, dipinti e sculture provenienti dai più importanti musei del territorio aretino e della Val di Chiana oltre che da molte chiese, collegiate, oratori.
Rinascimento in Valdarno. Una mostra per cinque maestri. Giotto, Masaccio, Beato Angelico, Andrea Della Robbia, Domenico Ghirlandaio. Ediz. italiana e inglese Caneva C. (Cur.) - Polistampa, 2007
Catalogo del terzo progetto delle grandi manifestazioni volte alla valorizzazione e alla riscoperta dei 'piccoli grandi musei' diffusi sul territorio toscano e promosse dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Dopo il Chianti e la Valdelsa l'area prescelta è quella del Valdarno, fiorentino e aretino, di cui vengono approfonditi i musei di Vallombrosa, Cascia di Reggello, Figline, San Giovanni e Montevarchi. In Valdarno la crescita del patrimonio artistico in senso lato era iniziata con gli edifici ecclesiastici (chiese, monasteri, abbazie, oratori) e di conseguenza anche i manufatti di maggiore valenza artistica provenivano dall'ambito religioso (pale d'altare, sculture, oreficerie, paramenti). Gli autori di questi tesori sono grandi maestri: troviamo il Ghirlandaio al Museo di Vallombrosa, Masaccio Cascia, Giotto a Figline, il Beato Angelico a San Giovanni Valdarno, Luca e Andrea della Robbia a Montevarchi. Opere di tale levatura smentiscono quel radicato pregiudizio secondo cui il patrimonio artistico presente 'in periferia' sarebbe di livello inferiore a quello esistente nel 'centro'.