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Libri di Titolo S editi da Orizzonte Milton Editore
Sette racconti neri e fantastici Blackwood Algernon Lovecraft Howard P. Maupassant Guy De - Orizzonte Milton Editore, 2025 - Notturni
Edith Wharton, Bram Stoker, Algernon Blackwood, Edgar Allan Poe, Horacio Quiroga, Guy de Maupassant e Howard Phillips Lovecraft sono gli autori dei racconti che abbiamo scelto di riunire in questa raccolta. Tra i più grandi nomi della letteratura orrorifica, hanno saputo fare della loro narrativa il catalizzatore di suggestioni e ossessioni in un continuo gioco dove incubo e realtà si intersecano e si parlano. In queste pagine l'occulto e il soprannaturale assumono forme ambigue ed enigmatiche che hanno la consistenza evanescente di un'ombra intravista nelle stanze di una vecchia casa di campagna o lungo le sponde del Danubio, il suono terrificante di una risata udita nella notte o che sembra rimbombare ossessivamente nella testa, il tormento persecutorio di occhi che ci osservano sardonici alterando la percezione comune delle cose. L'orrore e il sublime di un mistero, che non potrà mai essere definitivamente svelato, attraversano questi racconti del fantastico in cui la rivelazione di un attimo trascina verso la follia, lo sgomento pietrifica chi spinge lo sguardo oltre il limite consentito, il turbamento perseguita chi si inabissa nell'oscurità della propria coscienza. I racconti presenti in questa raccolta sono: L'estraneo (Lovecraft), I salici, (Blackwood), Ligeia (Poe), L'Horla (Maupassant), Lo spettro (Quiroga), Gibbet Hill (Stoker) e Dopo (Wharton).
Star di casa Ramondino Fabrizia - Orizzonte Milton Editore, 2025 - Oltre L'orizzonte
Tra biografia, meditazione e racconto, Fabrizia Ramondino traccia un personalissimo itinerario in cui la memoria passa attraverso l'esperienza del corpo e dell'anima. Con sguardo di eterna fanciulla depositaria di una saggezza antica, rievoca la sua Napoli, quella reale e immaginaria che si pone oltre il tempo. Ricordi da cui riemergono le figure di bambini, di nonne, di madri, di domestiche che si muovono nelle buie cucine di antichi palazzi, di signore che si mostrano nei barocchi salotti di rappresentanza, di ragazzi che si rincorrono nei vicoli caotici della città. Il microcosmo napoletano è il perfetto scenario che dentro di lei si espande, si dilata fino a diventare mondo, strumento di comprensione che la scrittrice arricchisce con la sua visione delle cose. Un paesaggio esistenziale che muta a seconda degli occhi di chi guarda e della memoria di chi rievoca. La Ramondino rievoca il passato con nostalgia e affetto, incanto e disinganno risvegliando dal torpore della polvere un mondo assurdo, magnifico e spietato che chiede di essere conservato in tutta la sua contraddittoria euforia. Accade che l'antico incantesimo, tramandato di donna in donna, di scrittrice in scrittrice, e invocato dal tocco magico della parola, riesca a illuminare e svelare le fattezze di un universo segreto, tanto meraviglioso quanto crudele, senza dubbio immortale.