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Libri di Titolo S editi da Vita Activa Nuova
Sul mare brillavano vasti silenzi. Immagini di Trieste nella letteratura serba Mitrovic M. (Cur.) - Vita Activa Nuova, 2024 - La Rosa Dei Venti
Tra i viaggiatori che dall'Ottocento in poi venivano dalla Serbia a Trieste e gli scrittori novecenteschi si è formato un legame. Studiando l'immagine della città di Trieste nella letteratura serba pare che si possa individuare una certa corrispondenza tra le prime descrizioni presenti nelle note dei viaggiatori e le immagini romanzesche. Nella letteratura serba il "tema Trieste" si trova al centro di alcune prose di spicco: da Milos Crnjanski e Ivo Andric, due classici del modernismo dopo la Prima Guerra Mondiale, passando per Bora ?osic, Radomir Konstantinovic, fino ai più giovani: Radoslav Petkovic, Mira Otasevic, Dragan Velikic, Aleksandar Gatalica, Goran Milasinovic. Trieste ha richiamato il maggior numero di viaggiatori serbi soprattutto dal 1860 al 1890, quello di maggior fulgore. La costruzione del castello Miramare coincise con gli anni di sviluppo della città: nel 1857 venne costruita la ferrovia fino a Vienna; con l'apertura del canale di Suez (1869) Trieste diventa la "porta orientale" di tutto il continente.
Sillabario del silenzio. Lettere dalla città delle bambine mute Guerra Monica Laginja Ksenja Marulli Cinzia - Vita Activa Nuova, 2026 - Tracce
Esiste una città abitata da voci che non parlano. Le case sono incrinate, hanno stanze gelide, porte scardinate, sgabuzzini chiusi a chiave, muri che trattengono segreti. Negli angoli, ricordi che non devono oltrepassare la soglia. È la patria delle bambine mute, dove s'impara a ingoiare ogni suono. Se però ti metti in ascolto, c'è una verità che preme per uscire. "Sillabario del silenzio" è un'opera corale che raccoglie voci di scrittrici chiamate a misurarsi con un nucleo comune: l'infanzia violata. Abusi sessuali, violenze psicologiche, sopraffazioni affettive, tradimenti del legame primario, vissuti quasi sempre all'interno dello spazio domestico, là dove la protezione dovrebbe essere garantita. La voce protagonista di ogni racconto è quella di una bambina di volta in volta differente, che attraverso frammenti di memoria e un timbro infantile irriducibile, tratteggia con la potenza eversiva di ogni rivelazione l'altro lato dell'infanzia, quello immerso nell'oscurità. Il silenzio evocato dal titolo non è un vuoto, ma una presenza costante e ingombrante. È il vero protagonista del libro. È la forma che assume la ferita quando non trova un linguaggio condivisibile. È la materia con cui queste scrittrici lavorano, scavando su una superficie di significati offuscata, segnata da strappi, bruciature, per rinominarla. Postfazione di Alexandra Zambà.
Sorellanze. Racconti di donne Buoso B. (Cur.) Durigon I. (Cur.) - Vita Activa Nuova, 2025
Tra rispecchiamenti e distanze, la sorellanza si rivela come un filo che può unire o separare. In questa tensione sottile si intrecciano affinità e divergenze, amicizie e conflitti, prossimità e lontananze. È un territorio comune dove si gioca la relazione - fragile, mutevole, trasformativa. Le storie qui raccolte esplorano i sentimenti luminosi e oscuri della sorellanza: l'amore, la cura, le rivalità e le differenze tra donne da celebrare come matrici di creatività e immaginazione.