Scrivere Libri

Libri di Titolo Scrivere editi da Einaudi

Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori libro
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LIBRO   9788806264642

Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori Piccolo Francesco   -  Einaudi, 2024  -  L'arcipelago Einaudi

Tutti quelli che scrivono hanno dovuto, prima o poi, scendere a patti con il mito romantico dell'ispirazione e trovare un proprio metodo, delle regole, inventarsi una tabella di marcia. Anche davanti alla pagina bianca, ciascun romanziere giura di avere un suo personalissimo rituale. Ma è disposto a svelarlo? Trent'anni dopo la prima edizione, torna in libreria un libro diventato di culto. Posato sulle scrivanie di chi scrive per professione e di chi sogna di poter pubblicare, fotocopiato clandestinamente e circolato sottobanco nelle scuole di scrittura, "Scrivere è un tic" è un prezioso vademecum che ci permette di sedere al fianco dei grandi nomi della letteratura mondiale. E di spiarne gli appunti. Qual è il momento giusto per alzarsi dalla sedia dopo una sessione di scrittura? Hemingway sosteneva che ci si deve interrompere solo quando già si sa come ricominciare il giorno successivo. Ken Follett cominciò a scrivere perché gli si era rotta l'automobile e non aveva i soldi per farla riparare. Oltre a un metodo per scrivere, Isabel Allende ne ha messo a punto anche uno per smettere. E sapevate che Gabriel García Márquez, quand'era alla scrivania, indossava una tuta da meccanico? Una delle ragioni migliori per iniziare a scrivere è credere nell'incredibile. E in queste pagine, in mezzo a trucchi serissimi e rituali comici, tra manie, ossessioni e scaramanzie, di cose altamente incredibili - eppure tutte vere e documentate - ne troverete parecchie. Quando non era ancora uno scrittore Francesco Piccolo ha pazientemente catalogato le ispirazioni, i fallimenti, i luoghi prediletti, le attitudini delle donne e degli uomini che un imprecisato giorno della loro vita si sono resi conto di non poter fare a meno di scrivere. Perché il mestiere dello scrittore esiste e ha le sue strane regole cui tutti, persino i più straordinari autori, si sono attenuti. O meglio: quelle regole se le sono ritagliate addosso. «Disciplina», «Ritualità», «Solitudine»... Sono soltanto alcune delle voci che compongono "Scrivere è un tic", la guida imprescindibile per conoscere le leggende e sfatare i miti degli scrittori (e magari per rendersi conto di assomigliare in qualche modo a loro). Si può diventare uno scrittore dopo aver letto questo libro? Si può imparare un metodo, una postura. Per scrivere un romanzo, come per lo stare al mondo, non esistono bugiardini o istruzioni per l'uso: bisogna giocare, dare tutto, subito o domani, purché non si tenga da parte nulla. Così che, qualsiasi cosa succederà nella sua vita, lo scrittore quel giorno avrà scritto una pagina nuova.

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Scrivere di sé. Identità ebraiche allo specchio libro
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LIBRO   9788806190507

Scrivere di sé. Identità ebraiche allo specchio Loewenthal Elena   -  Einaudi, 2007  -  Gli Struzzi

L'autobiografismo è un aspetto peculiare dell'identità ebraica, che accomuna gli scritti della tradizione biblica alla letteratura contemporanea. Elena Loewenthal percorre questo filo, riflettendo sulla consapevolezza di sé del mondo ebraico e muovendosi tra Ezechiele e Philip Roth, Umberto Saba e Amos Oz, Arthur Miller e Saul Bellow. La prospettiva che cerca è quella della fuoriuscita dal compiacimento addolorato della storia ebraica; i temi che incontra sono quelli dell'ebraismo politico e culturale contemporaneo. Il tono è, nonostante l'importanza e complessità del tema, anche ironico e leggero, nel tentativo di muoversi "à la Chagall" sopra la volatile identità ebraica.

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Scrivere il cielo. Poesie al contrario libro
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LIBRO   9788806271923

Scrivere il cielo. Poesie al contrario Vecchioni Roberto   -  Einaudi, 2026  -  I Coralli

È la vita di Roberto Vecchioni che si dispiega in questi versi. Ma è un viaggio al contrario: dalla voce luminosa della vecchiaia a quella incantata del ragazzino che scrive le prime liriche sui quaderni di scuola. Quello che balza subito agli occhi è che le poesie scritte nell'arco di un'intera esistenza - quasi tutte inedite - dialogano tra loro in un duetto infinito: come se l'uomo di oggi parlasse al ragazzo di ieri, e il ragazzo rispondesse. Ne nasce una voce sola, intima e unica, capace di attraversare il tempo e di restituire la vita nella sua sostanza più vera: memoria, musica, morte, desiderio, destino. «Roba, questa, che si chiama amore». Si comincia dall'ultimo approdo: un'età matura che Roberto Vecchioni racconta senza maschere. «Quanto mi resta, sentinella, per navigare, scuotere, grattare?» È una veglia ostinata, inquieta, dove il dolore e la gioia si parlano, dove l'addio si fa carezza e la vita commuove sopra ogni cosa. Risalendo indietro negli anni incontriamo le donne amate: «Voglio vivere nella perenne attesa di un amore negato come il cantante che sono, che trema a ogni prima di non avere fiato». E incontriamo anche il Vecchioni civile e ironico, capace di trasformare il disincanto in gioco e l'intelligenza in leggerezza: «Abbiamo perduto ben altre battaglie, faremo quadrato, triangolo e riga infinita». Sono gli anni del confronto, del gesto pubblico, in cui l'introspezione diventa voce collettiva e si apre al mondo. E ancora più indietro, all'inizio, si affacciano i primi versi: giovani e impetuosi, nutriti di classici e di mito. Sono pagine febbrili, attraversate da visioni, gioie e smarrimenti, in cui già si riconosce una voce che non smetterà mai di interrogare la vita: «Chissà perché, come relitto a mare, l'uomo placido avanza». Lungo il viaggio, poi, non manca certo la musica: arpe, mandolini, chitarre, cori che affiorano nei versi come in una partitura parallela. È la lingua sotterranea che accompagna ogni stagione, la trama invisibile che lega il canto alla parola. Perché le poesie di Roberto Vecchioni hanno la stessa forza delle sue canzoni ma, forse, un segreto in più.

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