Storia Libri
Libri di Titolo Storia editi da Leonida
Storia d'avventura Teffi Zhuk T. N. (Cur.) - Leonida, 2022 - Narrativa
Con un saggio a cura di Tatsiana N. Zhuk "Prestiti e barbarismi dalla lingua francese in «Storia d'avventura» di Teffi: specchio socio-culturale dell'emigrazione russa a Parigi tra Otto e Novecento". Un fenomeno linguistico di particolare rilievo, che ha interessato l'evoluzione del russo moderno, manifestandosi pienamente nei primi decenni del Novecento, risulta rappresentato in modo esemplare dall'opera di Nadezda Aleksandrovna Lochvickaja, conosciuta con lo pseudonimo Teffi. L'autrice, che con particolare efficacia ha trattato temi della cultura popolare russa (T. Zhuk, «Strega» e altri racconti. Identità russa e questione interpretativa nell'opera di Teffi, 2012), con il suo unico romanzo, Storia d'avventura (Parigi, 1931), ha lasciato emergere una significativa evoluzione linguistica insita in un particolare momento di contatto tra due culture e modelli sociali apparentemente distanti, quelli russi e quelli francesi, nella tormentata temperie storica europea tra Otto e Novecento.
Storia di Manfredi dalla morte di Federico II alla sua incoronazione Karst August Catalioto L. (Cur.) - Leonida, 2016 - Inedita Et Rara
Il quadro complessivo del saggio di August Karst, che è possibile trarre dai giudizi di storici coevi quali Croce, Hampe e Tout, offre una visione chiara delle valenze e di molte discrepanze nell'inquadramento della complessa vicenda manfrediana, ma allo stesso tempo inserisce il lettore nella temperie culturale e politica dell'epoca. Tra Otto e Novecento la produzione storiografica germanica è, di fatto, fortemente condizionata dal serrato confronto ideologico tra Piccoli e Grandi tedeschi, dall'influsso della scuola prussiana di Droysen, dalla fondazione del Reich dopo la guerra franco-prussiana del 1870 e dagli appetiti imperialistici manifestati in maniera pericolosa dopo l'assunzione al trono di Guglielmo II (1888). In antitesi con la serena visione di storici come Schirrmaker - e senza dubbio condizionato dal giudizio negativo espresso da Jamsilla su Manfredi -, Karst vede con sospetto ogni attentato all'Impero, giudica Manfredi un traditore e considera gli italiani infidi, ponendosi all'origine di quelle aberrazioni nazionalrazzistiche che avrebbero sorretto ideologicamente l'affermazione del nazionalsocialismo hitleriano.