Storie Libri

Libri di Titolo Storie editi da Controluce Monte Compatri

LIBRO   9788895736600

Storie fantastiche Nardella Enrico   -  Controluce (Monte Compatri), 2017  -  Narrativa

Le prime quattro storie del libro (Toldo, La Temperanza, L'Osteria e L'aquilone) sono frutto della più pura immaginazione, tanto che ogni riferimento a fatti, luoghi e persone è del tutto casuale. Esse sono dirette soprattutto ai ragazzi anche perché è soprattutto a loro che si vuole fornire un'idea, sebbene attraverso brevi episodi di vita vissuta, circa le usanze, le tradizioni, gli usi e i costumi tipici di quelle piccole comunità rurali un tempo ampiamente diffuse nel nostro Paese. Quelle stesse comunità che mantennero pressoché inalterato il proprio stile di vita per decenni e decenni sino alla metà del secolo scorso e che traevano le risorse strettamente necessarie al proprio sostentamento dal lavoro duro che, in particolare a forza di braccia, consentiva di aver ragione delle difficoltà che ogni giorno si incontravano nei campi, in alta montagna o nelle piccole botteghe artigianali. In fondo, a fare da scenario in ogni singola storia è proprio quel modo di vivere semplice, cancellato poi quasi del tutto da quel progressivo sviluppo economico che, soprattutto a partire dagli anni '60, ha finito inevitabilmente per interessare anche i centri più piccoli.

€ 12.00
LIBRO   9788895736549

Storielle paesane de lu Monde e de 'ndurnu Raponi Franco   -  Controluce (Monte Compatri), 2016  -  Dialetti

"Appartengo a una famiglia di gente che racconta. Siamo cresciuti tra le storie dei nonni paterni e materni, a noi bambini piaceva fare il teatro nelle lunghe serate d'estate che passavamo in campagna e i miei ricordi d'infanzia comprendono in gran parte un piatto di dolci, un ciambellone caldo, una cucina rumorosa e qualcuno che chiacchiera, ridacchia e racconta mentre prepara da mangiare. Per cui non mi stupisco che qualcuno finalmente abbia deciso di mettere per iscritto quelli che non rappresentano solo un bellissimo pezzo della storia della mia famiglia, ma raccontano proprio un passato diverso, semplice e autentico, che sembra cosi lontano dai tempi moderni. E ricordo perfettamente il modo in cui parlavano i miei nonni tra di loro, e con i loro figli. E quando noi piccoli timidamente provavamo a masticare qualche parola di dialetto, la risposta stupita di mia nonna era sempre "ma che nde ce mannu a la scòla?" Perché il dialetto rappresentava la lingua imperfetta delle persone umili, di chi non aveva potuto studiare, mentre loro erano così orgogliosi che noi delle giovani generazioni potessimo studiare e ottenessimo qualche buon voto... ." (Ilaria Raponi)

€ 12.00