Storie Libri
Libri di Titolo Storie editi da Morellini
Storie di caramelle Soru Paolo - Morellini, 2023 - Fuori Collana
Un viaggio dentro la memoria. Raccontare e raccontarsi alla ricerca di un senso che a volte sembra nascondersi, ma che sempre viene ricercato, perché senza non si può vivere. Possono i ricordi e le parole diventare protagonisti di una storia?
Storie proprio così. Il racconto nell'era della narratività totale Meneghelli Donata - Morellini, 2013 - Tracciati
A partire da una ricognizione sulla grande fortuna del racconto negli ultimi trent'anni, non tanto come forma del discorso letterario, ma come modalità di pensiero, di lettura e di comprensione del mondo, lo studio di Donata Meneghelli ripercorre criticamente alcune categorie-chiave della teoria narrativa. Prendendo le mosse dall'instabilità semantica del termine "racconto", che è giunto a designare fenomeni molto diversi, talvolta lontanissimi dalle accezioni più comuni, e mettendo a confronto molteplici definizioni che si sono stratificate nel tempo, il libro si concentra in particolare su alcuni aspetti che costituiscono ancora oggetto di discussione: la distinzione tra storia e discorso, l'enunciazione e la nozione di narratore, la prospettiva, il plot, la temporalità, il fondamento narrativo dell'identità. Il baricentro della riflessione rimane la letteratura. L'indagine, tuttavia, ha sempre, come sfondo, un orizzonte più ampio: da una parte, la natura transmediale del racconto e il carattere strutturalmente contaminato del nostro immaginario; dall'altra, il valore che il racconto ha assunto nell'ambito delle scienze umane come strumento cognitivo, come modello epistemologico alternativo, un valore che è stato variamente rivendicato, ma anche messo in questione, dalla filosofia e dal pensiero femminista, dalla storiografia, dall'antropologia, dalla psicologia.
Storie di cinema Farinotti Pino - Morellini, 2010
Un viaggio tra i grandi temi del cinema di ieri e di oggi in compagnia di una voce decisamente fuori dal coro. Una raccolta di saggi che uniscono la precisione del critico alla fantasia del romanziere e vincono la sfida di rimanere sempre, programmaticamente,"dalla parte del pubblico". Tutte le storie sono già state inventate così come tutti i codici dominanti, e non è stato il cinema a inventare e raccontare per primo. Il nodo è proprio questo: il pericolo che al cinema vengano attribuite paternità che appartengono ai maestri legislatori di altre epoche, quando il cinema non c'era. Ne "Gli invincibili" Virginia Gray e Gary Cooper sono straeleganti, lei ha un abito da sera degno di Versailles, eppure sono su un fiume della Virginia nel 1765, sulle sponde ci sono foreste e indiani. Lei dice "...se ti guardo negli occhi vedo orizzonti, vedo montagne inesplorate e l'infinito. La tua vita è là, come quella dell'aquila è nel cielo." Non c'è scena più fasulla ma raramente il cinema presenterà un maggiore incanto. Parto dalla mia stucchevole affermazione (e riaffermazione) rispetto al cinema italiano di adesso: la posizione dell'innamorato tradito perché c'era un tempo in cui eravamo i più bravi, mentre adesso...