Storielle Libri
Libri di Titolo Storielle editi da Elliot
Storielle ebraiche Geiger Raymond - Elliot, 2019 - Manubri
Ambientato nei dedali dei ghetti, nelle case o nei retrobottega, ma anche nei luoghi più ufficiali del commercio o alla sala Borsa, "Storielle ebraiche" rappresenta il felice esito del lavoro di raccolta di Raymond Geiger, folklorista del primo Novecento; mosso dalla convinzione che esistesse un'essenza dell'"umorismo ebraico", Geiger andò direttamente alla fonte, ascoltando centinaia di storie della variegata comunità aschenazita europea e d'oltreoceano. Ne emerse un irresistibile campionario di aneddoti sparsi. Tratti distintivi di questa psicologia collettiva sono la tendenza alla grassa ironia, il desiderio di conoscere e discutere di qualsiasi cosa, lo smaliziato ottimismo e lo sguardo impietoso che non risparmia nessuno, soprattutto se stessi. Sono, queste, storielle che più di qualsiasi saggio riescono a sintetizzare una tradizione orale ricca quanto volatile, impresa riuscita magistralmente anche grazie al loro essere distillate, brevissime e cariche di quello humour unico, caustico e sornione, tipico della cultura ebraica.
Storielle ebraiche Geiger Raymond - Elliot, 2018 - Raggi
Ambientato nei dedali dei ghetti, nelle case o nei retrobottega, ma anche nei luoghi più ufficiali del commercio o alla sala Borsa, «Storielle ebraiche» rappresenta il felice esito del lavoro di raccolta di Raymond Geiger, folklorista del primo Novecento; mosso dalla convinzione che esistesse un'essenza dell'"umorismo ebraico", Geiger andò direttamente alla fonte, ascoltando centinaia di storie della variegata comunità aschenazita europea e d'oltreoceano. Ne emerse un irresistibile campionario di aneddoti sparsi. Tratti distintivi di questa psicologia collettiva sono la tendenza alla grassa ironia, il desiderio di conoscere e discutere di qualsiasi cosa, lo smaliziato ottimismo e lo sguardo impietoso che non risparmia nessuno, soprattutto se stessi. Sono, queste, storielle che più di qualsiasi saggio riescono a sintetizzare una tradizione orale ricca quanto volatile, impresa riuscita anche grazie al loro essere distillate, brevissime e cariche di quello humour unico, caustico e sornione, tipico della cultura ebraica.
Storielle Sade François De Veneziani A. (Cur.) - Elliot, 2014 - Lampi
A duecento anni dalla morte del marchese de Sade è veramente il caso di affermare, come sosteneva lui stesso: "Non è il mio modo di pensare che ha fatto la mia rovina, ma il modo di pensare degli altri". Le Storielle, vere e divertenti perle, poco conosciute e ancor meno lette, sono state dimenticate per lungo tempo, certo anche in rapporto alle vicende biografiche dell'autore, famoso più per la sua empietà, oscenità e perversione che per il suo reale valore letterario. Questa scia di scandalo ancora l'accompagna, ma negli ultimi anni, finalmente, il marchese de Sade ha avuto approfondimenti critici importanti. I suoi scritti sono diventati luogo di incontro e scontro tra psicanalisti e semiologi, tra sociologi e studiosi di morale, tra puristi e innovatori dello stile. Per Sade, assurto a prototipo della letteratura licenziosa e trasgressiva, si è sempre dimenticata la zona "leggera" della quale questi microracconti fanno parte. Le Storielle sono autentiche sassate contro l'ipocrisia, sferzate poetiche contro il moralismo che si trasformano in maschere, che fanno sobbalzare il lettore per sagacia e per improvvise illuminazioni. Questi dagherrotipi in parole sono come le ciliegie, uno tira l'altro, e lasciano in bocca un retrogusto di godibilità e in testa una spassosa leggerezza.