Vivere Libri
Libri di Titolo Vivere editi da Ombre Corte
Vivere non è un reato. Lavoro ambulante e diritto alla città Avallone Gennaro Niang D. (Cur.) - Ombre Corte, 2020 - Cartografie
Il commercio ambulante è un lavoro. Non è né un'emergenza di ordine pubblico né un'attività residuale. In Italia è svolto da un poco più di 200 mila persone, di cui circa la metà di cittadinanza straniera. Nonostante la sua rilevanza e l'ampio numero di operatori e consumatori che coinvolge, troppo facilmente chi lo esercita non è riconosciuto come lavoratore/lavoratrice autonomo. E altrettanto facilmente, soprattutto se si tratta di cittadini stranieri o di persone dalla pelle scura, questa attività è denigrata se non criminalizzata e definita con un lessico e azioni che non attengono alle politiche del riconoscimento e della regolamentazione, ma a quelle della pubblica sicurezza: controlli, repressione, sgomberi, allontanamenti, sequestri. Il lavoro ambulante, in particolare se esercitato da stranieri, chiama in causa il diritto alla città, la sua definizione e la possibilità di esercitarlo. Al tempo stesso, richiama l'attenzione sulla natura delle politiche urbane e sulle loro finalità, sempre più volte a favorire alcune forme di consumo e turismo a svantaggio dell'inclusione e della democrazia. L'insieme delle conoscenze e delle esperienze di vita che si condensano in questo libro, in parte esito di un percorso più ampio, costituiscono un contributo importante per comprendere le condizioni oggettive e soggettive del lavoro ambulante, oggi particolarmente colpito dalla pandemia in corso. Assumendo, quindi, un punto di vista solitamente ignorato dalle cronache e dai discorsi ufficiali, membri di associazioni senegalesi e ambulanti immigrati, ricercatrici e ricercatori giovani e meno giovani, attivisti e attiviste ne propongono una lettura che si intreccia con un'analisi delle politiche urbane e dei dispositivi di razzismo sociale e istituzionale che governano le società contemporanee, compresa la nostra.
Vivere alla fine dei tempi. Il soggetto scabroso tra le macerie del presente Ricca G. (Cur.) Patuelli P. (Cur.) - Ombre Corte, 2026 - Cartografie
Viviamo in un'epoca di continui shock, crisi e stravolgimenti quotidiani. Di fronte all'accelerazione geopolitica impressa da Trump, Putin, Xi Jinping e Netanyahu, l'individuo sperimenta uno smarrimento profondo. Al centro del mondo non c'è più l'homo sapiens, ma l'homo oeconomicus: un soggetto unidimensionale, programmato dall'infosfera e ridotto a puro calcolo algoritmico. Dall'incertezza degli anni Novanta siamo scivolati nell'angoscia collettiva del capitalismo digitale, mentre la politica istituzionale si barrica dietro la propaganda e la distrazione di massa. Prendendo le mosse dalle provocazioni di Slavoj Zizek in "Vivere alla fine dei tempi", Paolo Patuelli e Giuseppe Ricca intrecciano un dialogo polifonico e interdisciplinare tra filosofia, psicanalisi ed economia. Ci invitano a non arroccarci nelle vecchie certezze dell'Occidente e a ridiscutere le chiavi interpretative del Novecento. Abitare la complessità significa oggi guardare in faccia il Reale - a partire dal ritorno della guerra predatoria - per trasformare la fine di un modello in un re-inizio radicale. Contro l'isolamento della precarietà quotidiana, l'unica alternativa possibile è l'affermazione consapevole della propria soggettività e il risveglio del desiderio. Contributi di Federico Chicchi, Giorgia Serughetti, Sarantis Thanopulos, Paolo Patuelli, Giuseppe (Beppe) Ricca, Manuel Colosio.