Il Giardino Dorato Libri
Libri di Titolo Il Giardino Dorato
Il giardino dorato Manciati Loredana - G.C.L. Edizioni, 2022 - Poesia / Generale
Ne "Il giardino dorato", sin dai primi componimenti, s'intravede come il rapporto stretto tra l'arte del poetare e la pittura (arte praticata dall'autrice) sia un binomio con una parentela stretta e inequivocabile. La poetessa porta in auge questa relazione nei suoi versi dipingendo con maestria il foglio di carta. Questo rapporto artistico si incarna - nello scorrere dei componimenti - nella silloge che, man mano le liriche scorrano, prende carne, emerge alla luce e così si mostra al mondo. Le parole, i versi e i verbi d'ogni singolo frammento dei suoi componimenti si intersecano, si mischiano ricreando così l'opera poetica. Una poesia sicuramente matura - pensata e vissuta nelle profonde viscere - quella dell'autrice romana - con alle spalle già svariate pubblicazioni sia in poesia che in prosa e, questa caratteristica peculiare della sua poesia, salta all'occhio del lettore che si perde tra i colori, le sfumature delle liriche. Una maturità condita con le sue poesie che non scade nel già detto, nel testo ridondante ma, è sempre nuovo, vivo, ricco di emozione, e trattiene in sé la catarsi che l'autrice vive nel creare arte, nell'incidere e nel ferire la carta con le sue opere.
Il Giardino dorato Bernstein Harry - Piemme, 2009
Si conobbero a un ballo alla Webster Hall di New York e si innamorarono fin dal primo sguardo. Era il 1935 e poco dopo Harry e Ruby erano sposati. Dal loro primo appartamento, una stanza ammobiliata nell'Upper West Side, agli anni al Greenwich Village, al centro della scena artistica newyorchese e circondati da ballerini, musicisti e scrittori, fino alla scelta di trasferirsi in una comunità per anziani nel New Jersey, la loro è la parabola del grande sogno americano, tanto a lungo inseguito dalla madre di Harry. Insieme, attraverso la depressione, la guerra mondiale, il Mccartismo. Insieme, nei momenti duri - licenziamenti, crisi e disordini razziali - e in quelli felici - l'acquisto della prima casa, la nascita dei due figli. Una storia d'amore durata quasi settant'anni. Poi è successo l'inevitabile, a novantuno anni, Ruby si è ammalata di leucemia ed è morta. Uno dei due doveva essere il primo, lo sapevano, ma Harry è rimasto improvvisamente solo, per la prima volta. E si è messo a scrivere. Le parole sono arrivate da lontano, seguendo il flusso dei ricordi. Indietro nel tempo, fino alla cittadina operaia del Lancashire in cui ha trascorso l'infanzia e alla strada di ciottoli sotto casa, divisa da un muro invisibile di pregiudizi e ideologie. E poi al primo giorno in America, dopo la scelta della madre di lasciarsi tutto alle spalle per emigrare a Chicago.
Il giardino dorato Bernstein Harry - Piemme, 2011 - Bestseller
Si conobbero a un ballo alla Webster Hall di New York e si innamorarono fin dal primo sguardo. Era il 1935 e poco dopo Harry e Ruby erano sposati. Dal loro primo appartamento, una stanza ammobiliata nell'Upper West Side, agli anni al Greenwich Village, al centro della scena artistica newyorchese e circondati da ballerini, musicisti e scrittori, fino alla scelta di trasferirsi in una comunità per anziani nel New Jersey, la loro è la parabola del grande sogno americano, tanto a lungo inseguito dalla madre di Harry. Insieme, attraverso la depressione, la guerra mondiale, il Mccartismo. Insieme, nei momenti duri - licenziamenti, crisi e disordini razziali - e in quelli felici - l'acquisto della prima casa, la nascita dei due figli. Una storia d'amore durata quasi settant'anni. Poi è successo l'inevitabile, a novantuno anni, Ruby si è ammalata di leucemia ed è morta. Uno dei due doveva essere il primo, lo sapevano, ma Harry è rimasto improvvisamente solo, per la prima volta. E si è messo a scrivere. Le parole sono arrivate da lontano, seguendo il flusso dei ricordi. Indietro nel tempo, fino alla cittadina operaia del Lancashire in cui ha trascorso l'infanzia e alla strada di ciottoli sotto casa, divisa da un muro invisibile di pregiudizi e ideologie. E poi al primo giorno in America, dopo la scelta della madre di lasciarsi tutto alle spalle per emigrare a Chicago.