Un Eroe Dei Nostri Tempi Libri
Libri di Titolo Un Eroe Dei Nostri Tempi
Un eroe dei nostri tempi Trevisiol Enrico - Accento, 2025 - Accento Acuto
Immagina di trovarti al bar accanto a un amico in vena di confidenze, di lasciarlo sfogare e di venire trascinato, a poco a poco, dentro la sua storia. Ecco, è proprio questo l'effetto del romanzo di Enrico Trevisiol, autore dall'incredibile capacità di riprodurre su pagina la lingua parlata. Una lingua semplice ma viva, proprio come quella delle confessioni fra amici, appunto. Pietro, il protagonista del libro, lavora come copywriter alla Pera Agency, dove scrive slogan pubblicitari per prodotti che non servono a nessuno. Di notte fa il parcheggiatore al California, una balera di provincia in cui gli anziani della zona vanno a ballare il liscio. Nel tempo che gli rimane, collabora con una ONG che si occupa di salvare migranti e prova a mantenere la relazione con la Camilla, tra sopralluoghi in appartamenti fatiscenti e richieste di mutuo. Crescendo, a Pietro era stato detto che bastava impegnarsi per trovare il proprio posto nel mondo, ma a trent'anni, dopo aver sempre seguito le istruzioni, si sente ingannato. E forse è solo nel freddo parcheggio della balera, tra le storie degli anziani, che Pietro percepisce un senso di appagamento introvabile altrove. Intrappolato tra aspettative e realtà, come tanti suoi coetanei, Pietro si fa tante domande ma non riesce a trasformare le risposte in azione. Un eroe dei nostri tempi è un romanzo intimo, ironico e sorprendente sul senso di spaesamento e disillusione di una generazione cresciuta con grandi promesse e atterrata in un presente di crisi. Una riflessione su un mondo che sembra non riconoscere mai lo status di adulti e sul bisogno ostinato di trovare uno scopo più autentico, un modo per sentirsi ancora utili.
Un eroe dei nostri tempi Lermontov Michail Jur'evic Nori P. (Cur.) - Marcos Y Marcos, 2017 - Gli Alianti
Pecorin è uno scienziato nella scienza della vita; è abilissimo a farsi amare, ma il suo cuore resta vuoto. Non prova un briciolo d'amore, per la principessina che ha sedotto per capriccio, anzi peggio, per umiliare un amico; e anche la splendida selvaggia che gli ha fatto assaporare qualche brivido lo lascia presto insoddisfatto. Persino Vera, l'unica che forse ha amato veramente, non è altro che un'ombra, per lui, il conforto di una scintilla. La sua sete è insaziabile, vuole tutto e non gli basta mai; le sofferenze e le felicità degli altri contano solo in rapporto a lui. Prima lo vediamo da lontano, nel racconto di un viaggiatore incontrato per caso; si avvicina quando appare al narratore durante una tappa del viaggio. Pecorin ha un aspetto insieme fragile e forte, quella bellezza strana che piace alle donne. La sua biancheria è di una pulizia accecante, ma i suoi occhi non ridono quando ride lui. Arriviamo poi a sentire la sua voce, la sua inquietudine, nelle pagine dei suoi diari. Eppure resta sempre inafferrabile: una domanda senza risposta, una malattia senza cura, una provocazione bruciante. La letteratura è piena di personaggi malvagi; perché allora proprio l'immoralità di Pecorin dà tanto fastidio? ci chiede Lermontov. Forse perché è un ritratto fedele dell'uomo contemporaneo? Perché c'è in lui più verità di quanto vorremmo? Quasi due secoli dopo, i Vizi' di Pecorin sono più attuali che mai. L'immagine di El' Lisickij, suggerita da Paolo Nori per la copertina, pone la domanda frontale: E tu?
Un eroe dei nostri tempi Lermontov Michail Jur'evic Nori P. (Cur.) - Feltrinelli, 2007 - Universale Economica. I Classici
Il ritratto di un uomo e di un'intera generazione in cinque racconti: l'antieroe Pecorin e il suo alter ego Maksim Maksimyc. Una pietra miliare nella storia del romanzo russo dell'Ottocento. "Un Eroe dei Nostri Tempi è proprio un ritratto, ma non di una persona: è il ritratto che nasce dai vizi di tutta la nostra generazione, nel pieno del loro sviluppo. Mi direte ancora che un uomo non può essere così malvagio e io vi dirò che se avete creduto alla possibile esistenza di tutti gli scellerati tragici e romantici, perché non credete alla realtà di Pecorin? Dite che la morale da tutto ciò non ne guadagna? Agli uomini han dato fin troppi dolciumi; perciò il loro stomaco si è guastato: servono medicine amare, verità irritanti". (Dalla prefazione).