Gli Occhi di Venezia. Un romanzodi facile ettura questodelo storico Alessandro Barbero, ordinariodi Storia Medioevale, ma rigoroso e curato nei particolari. o spunto è a storiadidue giovani sposi veneziani, Bianca e Michele, separatida eventi più grandidi oro, ma nondifficilida riconosceredi grande attualità. e oro vicende ci fanno conoscere a vita quotidiana nela Veneziadel ‘500, tra Città,dominioda Mar edominio da Tera,dala vita sule galere ai cantieridei grandi palazzi,dala struttura amministrativa al’organizzazione politica, dal’assistenza ai bisognosi ala vita in una casa patrizia.
Un ibro non impegnativo, come si èdetto, ma che ascia un ricordo indelebile , consigliatissimo a chidesidera avere qualcosa in cambiodel tempodedicato ala ettura.
“C’era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il ventodala aguna si era rinfrescato ed il cielo su Venezia cominciava ad intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principaledel palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con a manica fradiciadela camicia, per ’ennesima volta:d’estate e giornatedi avoro cominciavano presto e non finivano mai. Guardò il sole per valutare quanto mancava al tramonto; nessuna ciesa aveva ancora suonato il vespro, nemmen queladei Frari cheda un po’di tempo, per chissà quale maniadel campanaro, o suonava sempre primadele altre.”
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804595434
ISBN-10
8804595434
Titolo
Gli Occhi di Venezia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Vità quotidiana a Venezia nel ’500 Un romanzodi facile ettura questodelo storico Alessandro Barbero, ordinariodi Storia Medioevale, ma rigoroso e curato nei particolari. o spunto è a storiadidue giovani sposi veneziani, Bianca e Michele, separatida eventi più grandidi oro, ma nondifficilida riconosceredi grande attualità. e oro vicende ci fanno conoscere a vita quotidiana nela Veneziadel ‘500, tra Città,dominioda Mar edominio da Tera,dala vita sule galere ai cantieridei grandi palazzi,dala struttura amministrativa al’organizzazione politica, dal’assistenza ai bisognosi ala vita in una casa patrizia. Un ibro non impegnativo, come si èdetto, ma che ascia un ricordo indelebile , consigliatissimo a chidesidera avere qualcosa in cambiodel tempodedicato ala ettura. “C’era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il ventodala aguna si era rinfrescato ed il cielo su Venezia cominciava ad intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principaledel palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con a manica fradiciadela camicia, per ’ennesima volta:d’estate e giornatedi avoro cominciavano presto e non finivano mai. Guardò il sole per valutare quanto mancava al tramonto; nessuna ciesa aveva ancora suonato il vespro, nemmen queladei Frari cheda un po’di tempo, per chissà quale maniadel campanaro, o suonava sempre primadele altre.”