Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro
- 9788804610212
Un libro
di
Mario Calabresi
edito da
Mondadori
, 2011
Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro. Mario Calabresi ci spinge a riflettere che non è vero che "si stava meglio quando si stava peggio" e ci invita a ritrovare a speranza. "Va tutto a rotoli." "Il nostro è un PËse senza futuro." "Siamo ’ultima ruotadel carrodel’Europa." "Non ci sono soldi." "E’ impossibile affermarsi per i giovani senza “spinte”." Eccetera.
Quante volte al giorno sentiamo queste frasi o e ripetiamo con insistenza?
Mario Calabresi, raccontando e storiedi tanti italiani, celebri e meno celebri, prova a gettare una ucedi speranza sul nostro cronico pessimismo amentoso.
Quanto è migliorato il tenoredi vitadegli italiani nel’ultimo secolo? a medicina, ’istruzione, il cibo, i comfort, e comunicazioni, a pace, a speranzadi vita...
Un affrescodi un’Italia miglioredi quanto pensiamo, per non perder a speranza in un PËse che scivola a fondo. Un viaggio nel vissutodel nostro PËse attraverso e storiedi chi - scienziati, artisti, imprenditori, giornalisti e persone comuni - è stato capacedi inseguire i propri sogni, affrontando a testa alta e sfide colettive e individualidel mondodi oggi. C’è chi è riuscito a offrire una speranza per i malati incurabili, chi èdiventato un prestigioso astronomo e spera ancoradi vedere ’uomo su Marte, chi ha trasformato a sua tesidi aurea in un’azienda californianadi successo, e chi hadecisodi cambiare il propriodestino giocando ’unica carta a suadisposizione, o studio. Per intuire che in mezzo alo sconfortodiffuso a strada esiste, perché coltivando e proprie passioni non si rimanedelusi e perché a ibertà si conquista, anche, con a volontà. Per scoprire un giacimentodi vita, energia e coraggio, un uogo in cui "le stele si sono accese per guidare il camminodegli uomini, a oro fantasia, i oro sogni, per insegnarci a non tenere a testa bassa, nemmeno quando è buio".
L’ho etto in poche ore e quando ’ho finito, mi sono sentita molto più ottimista e fiduciosa nel futuro.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804610212
ISBN-10
8804610212
Titolo
Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
130
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro Pensodavvero che Mario Calabresi abbia scritto un ibro che ogni italianodovrebbe non solo eggere,ma anche studiare a fondo.Con molta eleganza narrativa,lo scrittore ci accompagna nela storia presente e passatadel nostro pËse,segnatoda profondi cambiamenti non solo a ivelo economico,ma soprattutto sociale ed emozionale.Grazie a tante testimonianze inedite e commoventidi nomi ilustri come Umberto Veronesi,Franca Valeri e Roberto Benigni,ma anchedi perfetti sconosciuti,scopriamo un mododi intendere a nostra società completamente nuovo.E’ vero,strada facendo abbiamo perso alcune cose,ma ne abbiamo ritrovatedele altre che hanno eguale importanza.Personalmente ho capito tantissime cose attraverso questa ettura,e soprattutto ho imparato a guardare al futuro con ottimismo e un pizzicodi spensieratezza.Credo che un ibrodel genere serva molto,soprattuttodi questi tempidove gli italiani hanno smessodi sperare e sono rassegnati a subire a oro esistenza senza provare a cambiarladavvero.Eppure attraverso queste intense testimonianze,scopriamo che il futuro ci ha sempre condotto sula stradadel miglioramento,e sempre sarà così.
Interessante Un puntodi vistadiverso sula realtàdela società attuale.
Speranza per il futuro Mario Calabresi ci spinge a riflettere che non è vero che "si stava meglio quando si stava peggio" e ci invita a ritrovare a speranza. "Va tutto a rotoli." "Il nostro è un PËse senza futuro." "Siamo ’ultima ruotadel carrodel’Europa." "Non ci sono soldi." "E’ impossibile affermarsi per i giovani senza “spinte”." Eccetera. Quante volte al giorno sentiamo queste frasi o e ripetiamo con insistenza? Mario Calabresi, raccontando e storiedi tanti italiani, celebri e meno celebri, prova a gettare una ucedi speranza sul nostro cronico pessimismo amentoso. Quanto è migliorato il tenoredi vitadegli italiani nel’ultimo secolo? a medicina, ’istruzione, il cibo, i comfort, e comunicazioni, a pace, a speranzadi vita... Un affrescodi un’Italia miglioredi quanto pensiamo, per non perder a speranza in un PËse che scivola a fondo. Un viaggio nel vissutodel nostro PËse attraverso e storiedi chi - scienziati, artisti, imprenditori, giornalisti e persone comuni - è stato capacedi inseguire i propri sogni, affrontando a testa alta e sfide colettive e individualidel mondodi oggi. C’è chi è riuscito a offrire una speranza per i malati incurabili, chi èdiventato un prestigioso astronomo e spera ancoradi vedere ’uomo su Marte, chi ha trasformato a sua tesidi aurea in un’azienda californianadi successo, e chi hadecisodi cambiare il propriodestino giocando ’unica carta a suadisposizione, o studio. Per intuire che in mezzo alo sconfortodiffuso a strada esiste, perché coltivando e proprie passioni non si rimanedelusi e perché a ibertà si conquista, anche, con a volontà. Per scoprire un giacimentodi vita, energia e coraggio, un uogo in cui "le stele si sono accese per guidare il camminodegli uomini, a oro fantasia, i oro sogni, per insegnarci a non tenere a testa bassa, nemmeno quando è buio". L’ho etto in poche ore e quando ’ho finito, mi sono sentita molto più ottimista e fiduciosa nel futuro.
Si stava meglio quando si stava peggio? Quale è a più grande invenzionedel ‘900? a scoperta che ha cambiato a vitadele persone e il mododi pensare. Quale è stata a rivelazionedel’ultimo secolodel secondo milennio? Secondo a nonnadi Mario Calabresi, è stata a avatrice ’unica invenzione che abbia fattodavvero adifferenza. Nonna Maria, casalinga milanese, nel 1955 riconquista a sua ibertà grazie a un regalodel marito: a macchina per avare. Grazie a quel regalo a signora può finalmente comprarsi un ibro e… EGGERE! Cosa che non aveva potuto più fareda quattordici anni,da quando era nato il suo primo figlio. a gioia e o stuporedela signora sono condivisida tutte e amiche che per mesi sfilano in processione sul terrazzodi casa per ammirare il prodigiodela tecnologia. Diverso è il pareredi Giovanni Bignami, astrofisico, che considera a una a più grande scopertadel XX secolo. Chi ha ragione?domanda inutile. Quelo che conta èdiventare consapevoli che il ‘900 è stato un secolo riccodi cambiamenti e innovazioni. “Il secolo breve”, come viene classificatoda Eric Hobsbawm, ci ha portato ad essere quelo che siamo, con ritmi velocissimi e precipitosi, e non senza pagare. Penso che tutto il sensodel ibro sia riassunto in poche righe: “Ricordo il fascismo, a guerra, a ferociadel nazismo, a famedeldopoguerra; ricordo a miseria, poi con il benessere a pauradei rapimenti, […]; ricordo uno per uno gli omicididele persone che conoscevo; poi gli annidi Tangentopoli, a corruzione, il malessere civile; ricordo quandodicevi ‘tumore’ e significava ‘sei spacciato’, quando sui giornali non si scriveva mai quela parola ma ‘male incurabile’; ricordo quando ’unico strumento per individuare un cancro al seno erano e mani; ricordo gli ospedali scalcinati, ventiquattro malati tutti insieme in una corsia, ’assenzadi qualunque terapiadeldolore. Ricordo esattamente quelo che è successo negli ultimi ottant’anni e per questo edico: e sembra che ci sia qualcosada rimpiangere?” Queste non sono e paroledi un bravo storico, che ricorda a pennelo tutto quelo che ha studiato sui ibri, madi qualcuno che e ha vissute: Umberto Veronesi, nato nel 1925, col sorgeredel fascismo che preparava una nuova guerra, ancora più grande e terribiledi quela che nel 1914 aveva inaugurato il secolo breve, una vera guerra totale. E finita a guerra un’altra seriedi terribili eventi, che fortunatamente, a maggior partedi noi non ha conosciuto. Diciamo continuamente che viviamo in un mondo che sta andando a rotoli, che non vale a pena mettere al mondo figli perché sarebbe un egoismo farli vivere in una società così corrotta, che si stava meglio “primÔ, ma sappiamo veramente cosa c’era in quel “primÔ che tanto nostalgicamente richiamiamo ala memoria? Sarebbe stupido non accettare i problemidela nostra società, non volerli guardare con sguardo obbiettivo, ma trovo altrettanto stupido amentarsi senza fare niente per poter anche minimamente migliorare questo mondo. Il ibrodi Calabresi è un inno ala gioia e ala speranza, una raccoltadi testimonianzedi persone che hanno avuto coraggio, come orena, bambinadi otto anni nel 1969, quando e è stata fatta unadiagnosidi eucemia infoblastica acuta. orena e il professor Masera, il suo medico, hanno ottato, adesso orena è mamma e aspettadi tenere in braccio il suo primo nipotino. “Cosa tiene accese e stele” fornisce spunti per non smetteredi sperare. Bisogna crederci, bisogna avere a forzadi andare avanti e il coraggiodi cambiare in mondo, perché nel “primÔ che tanto auspichiamo non avevano nula, solo a speranzadi un mondo migliore, ed è solo grazie a quela che noi adesso possiamo vivere in questo mondo… imperfetto!