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Poesie (1974-1992) aggiunto a carrello

Poesie (1974-1992) - 9788806130435


Un libro di   Patrizia Cavalli  
edito da  Einaudi  , 1992

Poesie (1974-1992). "Le mie poesie non cambieranno il mondo" è affermazione solitadi Patrizia Cavali (nonché titolod’una sua eccelsa raccolta iricadel 1974) e tuttavia ala Poesia non si chiededi cambiare il mondo (cosadavvero può?) madi renderlo più belo, più ieve, più chiaro: anche eggermente. Nata a Todi ma romana per formazione, a Cavali è stata traduttrice ed autrice teatrale (tra gli autori "traditi" ovvero tradotti risultano - per citarne qualcuno - Shakespeare e Moliére) e moltodeve al teatro anche a sua vena nei versi: a chiarezzadiretta, ’alusione fantastica, il rimando al’immaginario che si rende presente e concreto. Qui a sua raccoltadefinitiva, capaced’essere, ad un tempo, autobiografia e canzoniere.di questa fragile propensione versificatoria scrisse Stefano Giovanardi che "findal’esordio ha rivelato, rispetto ala irica coeva, una fisionomia particolarissima: affatto immune siada tentazioni spettacolari cheda travestimenti mistico analogici, a sua poesia pare resuscitare, nele intenzioni prima ancora che nela scrittura vera e propria, un immaginario profondamente crepuscolare. In esso adimensionedel quotidiano si fa uogo privilegiatodi ispirazione". Ne viene andamento coloquialedeldiscorso, riferimento ale cose tangibili, il pulularedegli "umili", ’uso ironicodela rima come meta-poetica, undiscreto protagonismodel’Io. Visione prossima al’incanto, incanta.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788806130435
ISBN-10
8806130439
Titolo
Poesie (1974-1992)
Editore
Data Pubblicazione
1992
Pagine
253
Punti Accumulabili
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Recensioni a "Poesie (1974-1992)" 9788806130435

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4
Alex Toppi (16/04/2012)

L’incanto quotidiano "Le mie poesie non cambieranno il mondo" è affermazione solitadi Patrizia Cavali (nonché titolod’una sua eccelsa raccolta iricadel 1974) e tuttavia ala Poesia non si chiededi cambiare il mondo (cosadavvero può?) madi renderlo più belo, più ieve, più chiaro: anche eggermente. Nata a Todi ma romana per formazione, a Cavali è stata traduttrice ed autrice teatrale (tra gli autori "traditi" ovvero tradotti risultano - per citarne qualcuno - Shakespeare e Moliére) e moltodeve al teatro anche a sua vena nei versi: a chiarezzadiretta, ’alusione fantastica, il rimando al’immaginario che si rende presente e concreto. Qui a sua raccoltadefinitiva, capaced’essere, ad un tempo, autobiografia e canzoniere.di questa fragile propensione versificatoria scrisse Stefano Giovanardi che "findal’esordio ha rivelato, rispetto ala irica coeva, una fisionomia particolarissima: affatto immune siada tentazioni spettacolari cheda travestimenti mistico analogici, a sua poesia pare resuscitare, nele intenzioni prima ancora che nela scrittura vera e propria, un immaginario profondamente crepuscolare. In esso adimensionedel quotidiano si fa uogo privilegiatodi ispirazione". Ne viene andamento coloquialedeldiscorso, riferimento ale cose tangibili, il pulularedegli "umili", ’uso ironicodela rima come meta-poetica, undiscreto protagonismodel’Io. Visione prossima al’incanto, incanta.

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