Il fango dell'Ortigara trattiene l'inchiostro dei fonogrammi mentre il crepitio dei cannoni scuote il silenzio delle posizioni alpine.
Claudio Rigon ricostruisce la breve stagione bellica del capitano Michel, un ex docente di filosofia catapultato al comando di un battaglione falcidiato, attraverso documenti ufficiali e memorie inedite.
Un museo di provincia custodisce tra vecchie lastre fotografiche la corrispondenza disordinata di un battaglione alpino, frammenti cartacei che testimoniano una transizione brutale verso il comando. Michel, abituato alla quiete della cattedra, si trova a dover gestire la logistica di una pattuglia notturna sul Monte Ortigara, interpretando codici che definiscono la distribuzione del rancio e le coordinate dei tiri d’artiglieria in un mese di logoramento costante.
Tutto muta.
La narrazione intreccia questi messaggi cifrati con il vissuto quotidiano dell'ufficiale tra il 24 giugno e il 24 luglio 1916, trasformando una raccolta burocratica in un resoconto storico del battaglione decimato capace di restituire peso specifico alle parole scritte in trincea. Ogni dettaglio viene ricomposto con chirurgica precisione, allontanando la retorica per privilegiare il suono secco delle disposizioni militari che scandivano l'attesa dei sopravvissuti mentre il fronte si sgretolava sotto il peso di un'estate di fuoco inarrestabile.
La polvere dei documenti si posa nuovamente su un capitano che ha lasciato la cattedra per imparare, in soli trenta giorni, il linguaggio crudo della sopravvivenza.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica sulla Prima Guerra Mondiale.
✔ Chi apprezza la saggistica basata su archivi privati.
Perché è diverso
L'opera fonde la ricerca archivistica con la sensibilità di un reportage fotografico, trasformando meri fogli di comunicazione militare in un racconto corale. La struttura narrativa si basa sull'incrocio documentale, ridando voce a figure scomparse attraverso l'analisi rigorosa di fonogrammi dimenticati.
Dettagli Bibliografici
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