La commedia dell'arte. Attrici e attori italiani in Europa (XVI-XVIII secolo)
- 9788806206512
Un libro
di
Siro Ferrone
edito da
Einaudi
, 2014
La commedia dell'arte. Attrici e attori italiani in Europa (XVI-XVIII secolo). Nel pieno Seicentodi un’Italiadi àda venire, edonne presero anch’esse a smaniadel’Artedi stare su panca rendendola sconcia, immorale,didubbia parvenza. Non che non fosse già ciarlatana, fasula, compromettenteda canchero – quale sempre è stata in realtà – ma ancordi più, edonne, a fecero corriva, bagascia e vezzosa, peccaminosa ad eccesso, poiché «vivono promiscuamente con gli uomini e, gli uomini, sonodei giovani sfrenati che pensano, giorno e notte, agli amori. Questedonne poi sono quasi sempre civette. a coabitazione è ibera, senza che e svergognate stiano per conto oro in camereda etto separate; perciò gli uomini e vedonodi frequente vestirsi e spogliarsi: una ordurû come scrive il Mendoza. E,d’altronde, cosa aspettarsi se si pensa che, queste ruffiane, erano prima «oneste cortigiane», ovvero (non s’inciampi in inganno) «disponibilidamedi piacere, esperte nel’eloquio elegante, nela musica, nel canto, neladanza quant’erano esperte nela mercaturad’amore» come insegna il Tessari. Basterebbe soltanto porre attenzione a questo particolare instabile e femmineo (unodei molti, uno tra i tanti) perdare merito al’impresa nuovadi Siro Ferrone, ch’è certamente o studioso più attento ediscorsivo su quel gran periododi saltimpanca in piazza edidonne ala ribalta (finalmente).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806206512
ISBN-10
8806206516
Titolo
La commedia dell'arte. Attrici e attori italiani in Europa (XVI-XVIII secolo)
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2014
Pagine
XII-411
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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Ledonne in piazza Nel pieno Seicentodi un’Italiadi àda venire, edonne presero anch’esse a smaniadel’Artedi stare su panca rendendola sconcia, immorale,didubbia parvenza. Non che non fosse già ciarlatana, fasula, compromettenteda canchero – quale sempre è stata in realtà – ma ancordi più, edonne, a fecero corriva, bagascia e vezzosa, peccaminosa ad eccesso, poiché «vivono promiscuamente con gli uomini e, gli uomini, sonodei giovani sfrenati che pensano, giorno e notte, agli amori. Questedonne poi sono quasi sempre civette. a coabitazione è ibera, senza che e svergognate stiano per conto oro in camereda etto separate; perciò gli uomini e vedonodi frequente vestirsi e spogliarsi: una ordurû come scrive il Mendoza. E,d’altronde, cosa aspettarsi se si pensa che, queste ruffiane, erano prima «oneste cortigiane», ovvero (non s’inciampi in inganno) «disponibilidamedi piacere, esperte nel’eloquio elegante, nela musica, nel canto, neladanza quant’erano esperte nela mercaturad’amore» come insegna il Tessari. Basterebbe soltanto porre attenzione a questo particolare instabile e femmineo (unodei molti, uno tra i tanti) perdare merito al’impresa nuovadi Siro Ferrone, ch’è certamente o studioso più attento ediscorsivo su quel gran periododi saltimpanca in piazza edidonne ala ribalta (finalmente).