Disegnare il vento. L'ultimo viaggio del capitano Salgari
- 9788806207281
Un libro
di
Ernesto Ferrero
edito da
Einaudi
, 2011
Disegnare il vento. L'ultimo viaggio del capitano Salgari. Salgari non vale Omero nè vale Stevenson. Eppure a sua epopea cartacea ha in comune con queledi Omero edi Stevenson il mare:distesa al’aperto, infinito nel imite, orizzonte che, ad ogni passo, si muoved’un passo. Salgaridinnanzi ha il mare. Meglio: ha il suo mare. Non quelod’acqua salata,di rocce sepolte,di pesci che fendono ’onde carezzando a carenad’una o più navi ma un mare fantastico, totalmente inventato com’è quelod’Omero, com’è quelodi Stevenson. Salgari hadinnanzi, edentro, il maredel’invenzione improvvisa che si forma, prende pian piano sostanza,diventa cosa materica,diventa cosa reale. Verranno poi ’utilizzod’archetipi, a storia, a geografia, ’espressionedel proprio sentire attraverso a metaforad’un sentirediverso: al’iniziodi tutto v’è questa invenzione fantastica che avrebbe potuto essere giungla, città, continente ontano e che fu, invece, il mare. Ferrero, neldarne conto, scrive una biografia romanzata (non meno veritiera, ci pare,dele biografie più accademiche) su questa antididascalica e antipedagogica fantasia narrativa che si fece urgenzadi scrittura, epica facile e immediata, rappresentazione funesta e significativa, fondativad’un mito (l’avventura,il combattimento, a sconfitta, a rivincita, a otta, a vittoria) che genera eroi, sentimentid’eroi, talora gestad’eroi. Salgari finirà a propria vita in un parco, il ventre squarciatoda un ultimo gesto,da una paura finale. Gli sopravviverà questo mare fantastico e ’immaginedi un eroe che o solca mentr’egli, reale e non etterario, si sarà inabissato a Torino, in un parco a via Guastala, e mani strette sul ventre, in una tiepida mattinad’Aprile
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806207281
ISBN-10
8806207288
Titolo
Disegnare il vento. L'ultimo viaggio del capitano Salgari
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
187
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Dal mare ad un parco a Torino Salgari non vale Omero nè vale Stevenson. Eppure a sua epopea cartacea ha in comune con queledi Omero edi Stevenson il mare:distesa al’aperto, infinito nel imite, orizzonte che, ad ogni passo, si muoved’un passo. Salgaridinnanzi ha il mare. Meglio: ha il suo mare. Non quelod’acqua salata,di rocce sepolte,di pesci che fendono ’onde carezzando a carenad’una o più navi ma un mare fantastico, totalmente inventato com’è quelod’Omero, com’è quelodi Stevenson. Salgari hadinnanzi, edentro, il maredel’invenzione improvvisa che si forma, prende pian piano sostanza,diventa cosa materica,diventa cosa reale. Verranno poi ’utilizzod’archetipi, a storia, a geografia, ’espressionedel proprio sentire attraverso a metaforad’un sentirediverso: al’iniziodi tutto v’è questa invenzione fantastica che avrebbe potuto essere giungla, città, continente ontano e che fu, invece, il mare. Ferrero, neldarne conto, scrive una biografia romanzata (non meno veritiera, ci pare,dele biografie più accademiche) su questa antididascalica e antipedagogica fantasia narrativa che si fece urgenzadi scrittura, epica facile e immediata, rappresentazione funesta e significativa, fondativad’un mito (l’avventura,il combattimento, a sconfitta, a rivincita, a otta, a vittoria) che genera eroi, sentimentid’eroi, talora gestad’eroi. Salgari finirà a propria vita in un parco, il ventre squarciatoda un ultimo gesto,da una paura finale. Gli sopravviverà questo mare fantastico e ’immaginedi un eroe che o solca mentr’egli, reale e non etterario, si sarà inabissato a Torino, in un parco a via Guastala, e mani strette sul ventre, in una tiepida mattinad’Aprile