Il bambino indaco. Un ibro scritto con un’esattezza rara. Esatto perchè e parole raccontano veramente ciò che è il sentimento, ’anima smuove edà voce ale parole. Raro, perchè èdavvero un attodi mËstria e grande sensibilità. Isabel è a mogliedi Carlo, è ui che ci mette al correntedela sua morte e si interroga sul come sia potuto accadere. Carlo ripercorre a sua storia con Isabel, a sua gravidanza e il turbiniodi emozioni che a accompagnano, si chiede che cosa può aver trascurato, a quali indizi non ha prestato occhi e orecchi. A volte scegliamodi non ascoltare,di tralasciare quel qualcosa che "non ci torna", ma che inevitabilmente "ritorna" con violenza, fino a ferire o peggio.
L’autore è abile nel farci sentire a storiadi Carlo e Isabel come a nostra storia, perchè anche se non ci riguarda, anche se non i conosciamo, è una storia reale e un po’ci ritoviamo.
Il suo stile asciutto e ucido è capacidi grandi slanci, sendibilità,dolcezza, una ibro perfetto, una storia indimenticabile.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806210144
ISBN-10
8806210149
Titolo
Il bambino indaco
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
132
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Il bambino indaco Un uomo e unadonna si conoscono, si piacciono, si amano, si sposano edecidonodi fare un figlio. Qui nasceranno i problemi però, perché improvvisamente e personalitàdeidue subiranno una netta sterzata, nonostante alcune avvisaglie precedenti, incrinando sempredi più il rapporto e andando a colpire maggiormente ’unico vero innocente, ’incolpevole figlio (che a madre ritiene sia un bambino indaco) e a sua crescita. La partenzadi questo romanzo breve è buona, un ingresso nela storia ben costruito e accattivante, poi però il ibro non regge alo scorreredela pagine e con ui i suoi protagonisti,deludendo sempredi più mano a mano che ci si avvicina ala fine. Lo stile asciutto e agile fa sì che il romanzo si egga con facilità, però questo nondovrebbe andare ad influire sulo spessore narrativo, perché a cosadi cui più si sente a mancanza, sia nela caratterizzazionedei personaggi, sia nela trama, è proprio una profondità che non viene quasi mai toccata. La sensazione finale èdi aver visto andare in scena una tragedia, senza esserne coinvolti, come se fosse stata proiettata su uno schermo televisivodurante un approfondimentoda seconda serata.