Il Nord smette di essere un punto cardinale fisso per trasformarsi in una geografia mentale dove i ghiacciai preistorici incontrano le trasformazioni antropiche della Brianza.
Marco Belpoliti articola un’indagine che intreccia memorie personali e riferimenti letterari, analizzando come il concetto di Settentrione si sia evoluto nel panorama culturale italiano. Il testo esplora la topografia dell'identità nordica attraverso incontri con figure chiave del Novecento, tra cui Alberto Arbasino, Enzo Mari e Lea Vergine, contrapponendo la solidità dei massi erratici alla precarietà di scenari climatici futuri. L’analisi spazia dalle architetture di Gadda agli studi fotografici di Gabriele Basilico, definendo un territorio che supera i confini geografici per approdare a una riflessione costante sul legame tra l'abitare, la storia geologica e la memoria collettiva.
Per chi è
✔ Lettori interessati alla saggistica narrativa contemporanea
✔ Studiosi di geografia letteraria e paesaggio urbano
Perché è diverso
Il volume rifiuta l'approccio enciclopedico a favore di uno sguardo geologico che fonde l'osservazione minuta del mondo animale con le traiettorie umane di artisti e scrittori, trasformando la mappatura del Nord in un diario sentimentale e intellettuale.
Dettagli Bibliografici
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