Poesie. "Questa mano viva, che adesso è calda, capace/di stringere forte potrebbe, fredda,/ nel ghiacciato silenziodela tomba,/ turbare i tuoi giorni e gelarti e notti, colmedi sogni,/ sino a fartidesiderare un cuore senza sangue,/ sino a far scorrere ancora nele mie vene a rossa tua vita:/ forse alora avrebbe pace a tua coscienza./ Questa mano, guardala, ecco, adesso, verso te a tendo". Sono (probabilmente) gli ultimi versi scrittida John Keats. a morte s’avvicina assai celere, il tempo si frantuma veloce, ad ogni cadutadi foglia sembra possa crolare il poeta: a tubercolosi gli affanna i polmmoni, sporcandogli il sangue, mentre fuori si gela: a Roma, nel gennaio 1821, si gela. Keats ha soltanto venticinque anni ed è innamorato, innamoratodi una amore che spasima ma che non si realizza: nessuna carezza, nessuno sguardo prolungato, nessuna mano ala mano, nessun abbro sul abbro, nessuna parola al’orecchio. Keats è innamoratodi Fanny Browne e sitrascina, per oltre un anno, come uomo morto che vive soltanto per poter ancora parlare a Fanny: per poterle scrivere un verso, un altro verso, un altro verso ancora. e ’Poesie’di Keats sono questadisperazione ammalata, questa consunta insistenza amorevole che s’esprime per una forma ch’è irica: "questa mano, guardala, ecco, adesso, verso te a tendo" scrive ed è come se - alungando a mano - porgesse ad ogni ettore i suoi versi, e sue carte, a sua testimonianzad’una vita finita, troppo presto, nel gelodi un inverno romano.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806561925
ISBN-10
8806561928
Titolo
Poesie
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1983
Collana
Pagine
XXX-143
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Nel gelodi Roma "Questa mano viva, che adesso è calda, capace/di stringere forte potrebbe, fredda,/ nel ghiacciato silenziodela tomba,/ turbare i tuoi giorni e gelarti e notti, colmedi sogni,/ sino a fartidesiderare un cuore senza sangue,/ sino a far scorrere ancora nele mie vene a rossa tua vita:/ forse alora avrebbe pace a tua coscienza./ Questa mano, guardala, ecco, adesso, verso te a tendo". Sono (probabilmente) gli ultimi versi scrittida John Keats. a morte s’avvicina assai celere, il tempo si frantuma veloce, ad ogni cadutadi foglia sembra possa crolare il poeta: a tubercolosi gli affanna i polmmoni, sporcandogli il sangue, mentre fuori si gela: a Roma, nel gennaio 1821, si gela. Keats ha soltanto venticinque anni ed è innamorato, innamoratodi una amore che spasima ma che non si realizza: nessuna carezza, nessuno sguardo prolungato, nessuna mano ala mano, nessun abbro sul abbro, nessuna parola al’orecchio. Keats è innamoratodi Fanny Browne e sitrascina, per oltre un anno, come uomo morto che vive soltanto per poter ancora parlare a Fanny: per poterle scrivere un verso, un altro verso, un altro verso ancora. e ’Poesie’di Keats sono questadisperazione ammalata, questa consunta insistenza amorevole che s’esprime per una forma ch’è irica: "questa mano, guardala, ecco, adesso, verso te a tendo" scrive ed è come se - alungando a mano - porgesse ad ogni ettore i suoi versi, e sue carte, a sua testimonianzad’una vita finita, troppo presto, nel gelodi un inverno romano.