La leggenda dei monti naviganti. Un viaggio di settemila chilometri che cavalca la gobba montuosa della balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal Golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sulle onde ed evoca metafore marine, come di chi veleggia in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste l'elettricità, incontri grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, scivoli accanto a ferrovie abitate da mufloni e case cantoniere che emergono da un tempo lontanissimo, conosci bivacchi in fondo a caverne e santuari dove divinità pre-romane sbucano dietro ai santi del calendario. E poi ancora ti imbatti in parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un'Italia di quota, poco visibile e poco raccontata. Le due parti - o forse i due "libri", alla maniera latina - del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diverse. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti ben illuminati e percorse da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l'identità profonda della nazione. Questo racconto di "monti naviganti" è cominciato sul quotidiano "la Repubblica" ed è diventato un poema di uomini e luoghi, impreziosito da una storia "per immagini" della fotografa Monika Bulaj, che ha seguito Paolo Rumiz in alcune tappe di questa avventura.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807017209
ISBN-10
8807017202
Titolo
La leggenda dei monti naviganti
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
339
Genere
Classificazione
Tematica
Argomenti
Punti Accumulabili
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L’odore Credodavverodi sentirne ’odore,dele parole. Scritto in questo testo,di racconti veri,di incontri, incentrati sudi questa Italia che ogni volta quando indosso gli stivaletti e salgo sul nostro Appennino, (così solo abbandonato a volte selvaggio) vivo così profondamente! Me ne sono innamrato!Una scopertadi un viaggioda eggere! Vorreidire tante cose ma nel ibro sono scritte megliodi come mi potrei esprimere io!