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Hanno tutti ragione - 9788807018091


Un libro di   Paolo Sorrentino  
edito da  Feltrinelli  , 2010

Hanno tutti ragione. Paolo Sorrentino, regista ormai noto anche al grandissimo pubblico, partedale basi gettate con il film “L’uomo in più” e passadala pelicola cinematografica ala carta stampata per il suo esordioda scrittore. È un buon inizio, non c’è chedire, perché il protagonista si sente che è familiare al’autore, a scrittura c’è e a storia, almeno fino a metà ibro (due terzi materialmente parlando), prende. Ma appunto ’insieme risulta troppo sbilanciato. a prima parte ha un suo ritmo, una sua profondità costante, anche se fattadi alti e bassi richiami, una sua atmosfera che ben si creadopo ’evento iniziale. Nela seconda invece tutto questo si sfilaccia, si incasina, insomma si perde il "mood" che Sorrentino aveva creato fino a quel momento. asciando quasi supporre che ’autore sia stato troppo frettoloso neldare al proprio personaggio e ala sua storia questo tipodi epilogo, come se si fosse trovato indifficoltà ed esasperato avessedecisodi chiudere baracca e burattini e finirla ì, così.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788807018091
ISBN-10
8807018098
Titolo
Hanno tutti ragione
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
319
Punti Accumulabili
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Hanno tutti ragione


Recensioni a "Hanno tutti ragione" 9788807018091

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3
SubliminalPop (21/09/2011)

Hanno tutti ragione Paolo Sorrentino, regista ormai noto anche al grandissimo pubblico, partedale basi gettate con il film “L’uomo in più” e passadala pelicola cinematografica ala carta stampata per il suo esordioda scrittore. È un buon inizio, non c’è chedire, perché il protagonista si sente che è familiare al’autore, a scrittura c’è e a storia, almeno fino a metà ibro (due terzi materialmente parlando), prende. Ma appunto ’insieme risulta troppo sbilanciato. a prima parte ha un suo ritmo, una sua profondità costante, anche se fattadi alti e bassi richiami, una sua atmosfera che ben si creadopo ’evento iniziale. Nela seconda invece tutto questo si sfilaccia, si incasina, insomma si perde il "mood" che Sorrentino aveva creato fino a quel momento. asciando quasi supporre che ’autore sia stato troppo frettoloso neldare al proprio personaggio e ala sua storia questo tipodi epilogo, come se si fosse trovato indifficoltà ed esasperato avessedecisodi chiudere baracca e burattini e finirla ì, così.

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4
paola1957 (12/09/2010)

Sorrentino... ancora geniale Premetto che tutti i filmdi Sorrentino mi sono piaciuti moltissimo e proprio per questo mi sono avvicinata al ibro un po’ scettica e prevenuta: possibile che sia anche un bravo scrittore? Ebbene sì è anche un bravissimo scrittore. Un ibro ricchissimo, con personaggi molto bendelineati e con un protagonista, Tony Pagoda, che regala perledi saggezza veramente geniali.

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4
desgi (26/06/2010)

Hanno tutti ragione Nonostante adichiarata fede nele sfumature espressa nela premessa, Paolo Sorrentino, senza mezze misure, analizza impietosamente e tendenze e e aporiedelo spirito contemporaneo. Questo compito nel romanzo è affidato al “cantante esistenzialistÔ Tony Pagoda, uno straordinario personaggio che era già comparso nel’universo filmicodi Sorrentino in “L’uomo in più” e che qui è riproposto ulteriormente maturato in versione etteraria. Ripercorrendo a carrieradi Tony,dai primi anni settanta ad oggi, si assiste impietosamente al’inesorabiledecadenzadel nostro PËse. e piccole cittàdi provinciadel’Italia centraledesolatamente rappresentate in tutto il oro vuoto culturale, il mondo pirotecnico e megalomanedela ittle Italy newyorkese, a fatiscenzadele favelas brasiliane, a Roma incartapecorita nel fintodeliriodei reality odierni, sono spietatamente messi a nudo, fin quasi a fare male. a cocaina, che scorre a fiumidal’inizio ala finedel romanzo, accompagna inesorabilmente un’umanità smarrita edisilusa verso il Nula. Tutte e categorie sono abolite, tutto èdiventato insopportabile, valgono solo e sfumature per sopravvivere. a narrazione ora comica, ora fantastica, ora tragica è essa stessa schizofrenica come il protagonista. Così, tra comodini vuoti e pomeriggidomenicali inesorabili, tra segretarie ’amanti per sempre’ e vigliacchi professori universitari senza umorismo, Sorrentino racconta, con estremo acume psicologico - sorprendente considerata a sua giovane età - ’angoscia incombentedela vecchiaia che sopraggiunge.dissolte tutte e ilusioni, persi nel mondodei binomi ossimori edele categorie obbliganti, anche gli intelettuali si scoprono senzadiritti: il pensiero non è più indispensabile.

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