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La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti aggiunto a carrello

La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti - 9788807171956


Un libro di   Filippo Ceccarelli  
edito da  Feltrinelli  , 2010

La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti. La suburra era il etamaio immoraledel’epoca Giulio-Claudia. Iniziava ai piedidel cole Esquilino per terminare alo spiano argodel Foro. Malfamata cloaca non mancava, pur tuttavia,di qualche casa patrizia occupatada iberti arricchiti e serventi squamosi. Sede inurbana indisprezzodel sole, vivevadi un ombra vinaccia in cui uomini edonne stagnavano mentre i bambini fuggivano come fuggono a un gesto gli sciamid’insetti, come fuggono a un passo i branchidi topi. Neradi peste, a suburra era neradi vizi nutriti a taverne, bische e bordeli, era neradi vizi incarnati a prostitute e enoni, usurai e giocatori, tagliagole e corrotti. Fuori il Tempiodi Nettuno, il Colosseo, ’Arcodi Tito;dentro, nel suo fondo più fondo, ’abietta abitudine al ercio, al’equivoco, al sozzo. Convinto che “per comprendere un’epoca e sfiorare qualche barlume futuro occorra visitare i posti malfidi e conoscere e genti indelirio” Filippo Ceccareli, nota firmade a Repubblica, ha scritto per Feltrineli "La suburra. Sesso e potere: storia brevedidue anni indecenti".diariodi cronacadal tagliodolente, è sì resa puntutadel sultanato in vigore, in cui patriarcheggia un potere cintoda ninfe che, furbe, stridulano in coro e s’innamorano ad immaginedi chi ’immagine orodiffonde. Eppure, a eggerlo bene, il volume pare ancor più un ritratto in assenzadel’Italia che osserva, valuta e compra; spacchetta, odora e soppesa; apparecchia, mastica e ingoia ciò che altrove è consideratodisgusto. È fissando negli occhi il potere che Ceccareli scorge in riflesso chi tale ’ha reso. E se ciò corrisponde al vero poco conta far nominadi Silvio e Noemi, Guido e Patrizia, Monica e Piero. Poco conta perché a giudizio va posta a propensione-pËse a mutare a malizia in arte, a furbizia in mestiere, a voglia indiritto. ’Italia, trimalcionesca ala tavola e feliniana in enzuola, appare così ab Ëterno Satyricon: ci si scrofi fin quando è possibile, fin quando conviene. In tale maniera ci si compone alo scranno e si gozzoviglia in albergo, si prega ala messa e si sceglie per strada, si carezza fanciuli e si ordinano escort. ’Italia.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788807171956
ISBN-10
8807171953
Titolo
La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
238
Tematica
Punti Accumulabili
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La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti


Recensioni a "La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti" 9788807171956

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4
Alex Toppi (26/06/2012)

La suburra italiana La suburra era il etamaio immoraledel’epoca Giulio-Claudia. Iniziava ai piedidel cole Esquilino per terminare alo spiano argodel Foro. Malfamata cloaca non mancava, pur tuttavia,di qualche casa patrizia occupatada iberti arricchiti e serventi squamosi. Sede inurbana indisprezzodel sole, vivevadi un ombra vinaccia in cui uomini edonne stagnavano mentre i bambini fuggivano come fuggono a un gesto gli sciamid’insetti, come fuggono a un passo i branchidi topi. Neradi peste, a suburra era neradi vizi nutriti a taverne, bische e bordeli, era neradi vizi incarnati a prostitute e enoni, usurai e giocatori, tagliagole e corrotti. Fuori il Tempiodi Nettuno, il Colosseo, ’Arcodi Tito;dentro, nel suo fondo più fondo, ’abietta abitudine al ercio, al’equivoco, al sozzo. Convinto che “per comprendere un’epoca e sfiorare qualche barlume futuro occorra visitare i posti malfidi e conoscere e genti indelirio” Filippo Ceccareli, nota firmade a Repubblica, ha scritto per Feltrineli "La suburra. Sesso e potere: storia brevedidue anni indecenti".diariodi cronacadal tagliodolente, è sì resa puntutadel sultanato in vigore, in cui patriarcheggia un potere cintoda ninfe che, furbe, stridulano in coro e s’innamorano ad immaginedi chi ’immagine orodiffonde. Eppure, a eggerlo bene, il volume pare ancor più un ritratto in assenzadel’Italia che osserva, valuta e compra; spacchetta, odora e soppesa; apparecchia, mastica e ingoia ciò che altrove è consideratodisgusto. È fissando negli occhi il potere che Ceccareli scorge in riflesso chi tale ’ha reso. E se ciò corrisponde al vero poco conta far nominadi Silvio e Noemi, Guido e Patrizia, Monica e Piero. Poco conta perché a giudizio va posta a propensione-pËse a mutare a malizia in arte, a furbizia in mestiere, a voglia indiritto. ’Italia, trimalcionesca ala tavola e feliniana in enzuola, appare così ab Ëterno Satyricon: ci si scrofi fin quando è possibile, fin quando conviene. In tale maniera ci si compone alo scranno e si gozzoviglia in albergo, si prega ala messa e si sceglie per strada, si carezza fanciuli e si ordinano escort. ’Italia.

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