Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare
- 9788807711039
Un libro
di
Elena Loewenthal
edito da
Feltrinelli
, 2009
Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare. Omaggiodavvero unico quelo che rende a Tel Aviv Elena oewenthal con questa traduzione in paroledi un viaggio, il suo, cominciatodiverso tempo fa, ma, come ogni viaggiodel’anima (edel corpo) che si rispetti, non ancora terminato. Anzi ei stessa invita il ettore ad un confronto, per cosìdire, sul campo.di questo ibro mi ha appassionato anzitutto il metodo seguitodal’Autrice: proprio perché non ci troviamodi fronte ad un asettico vademecum, esso si snoda secondo un pittoresco -ma solo apparente!-disordine. In realtà segue una trama costituitada intrecci già ben visibili. A zonzo per e vie percorrendo e ripercorrendo, con infinita pazienza, a piccola e a grande storia, coincidente con e vicendedi IsrËle; facendo affiorare ricordi personali carichidi tenerezza, ela intraprende il cammino; indi si ferma, riflette. Poi prosegue; perlustra mentre si ascia guidaredagli odori;ad ogni nuovo appuntamento aggiunge un tasselo; ha in pieno ’umiltàdi chi è consapevoled’aver ancora tantoda imparare. ezionedi vita anche per il turista per cosìdire colto. Grande storia, che ha plasmato IsrËle,precisa identità, ma strabiliante melting pot, anche nel cibo. Intriganti e riflessioni sul cibo e il mododi rapportarsi ad essodegli abitanti, piùdisinvolto che altrove; in IsrËle e al’estero. Un ibro fragrante come una pitada mangiarsi, zeppadi eccornie ocali, in zona porto
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807711039
ISBN-10
8807711036
Titolo
Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
168
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Le sorprese ad ogni angolo Omaggiodavvero unico quelo che rende a Tel Aviv Elena oewenthal con questa traduzione in paroledi un viaggio, il suo, cominciatodiverso tempo fa, ma, come ogni viaggiodel’anima (edel corpo) che si rispetti, non ancora terminato. Anzi ei stessa invita il ettore ad un confronto, per cosìdire, sul campo.di questo ibro mi ha appassionato anzitutto il metodo seguitodal’Autrice: proprio perché non ci troviamodi fronte ad un asettico vademecum, esso si snoda secondo un pittoresco -ma solo apparente!-disordine. In realtà segue una trama costituitada intrecci già ben visibili. A zonzo per e vie percorrendo e ripercorrendo, con infinita pazienza, a piccola e a grande storia, coincidente con e vicendedi IsrËle; facendo affiorare ricordi personali carichidi tenerezza, ela intraprende il cammino; indi si ferma, riflette. Poi prosegue; perlustra mentre si ascia guidaredagli odori;ad ogni nuovo appuntamento aggiunge un tasselo; ha in pieno ’umiltàdi chi è consapevoled’aver ancora tantoda imparare. ezionedi vita anche per il turista per cosìdire colto. Grande storia, che ha plasmato IsrËle,precisa identità, ma strabiliante melting pot, anche nel cibo. Intriganti e riflessioni sul cibo e il mododi rapportarsi ad essodegli abitanti, piùdisinvolto che altrove; in IsrËle e al’estero. Un ibro fragrante come una pitada mangiarsi, zeppadi eccornie ocali, in zona porto