La cognizione del dolore. Maradagal, anni ’30. ’ultimo hidalgo, Gonzalo Pirobutirrod’Eltino, sopravvissuto ala guerra e ala mortedel’amato fratelo minore, trascina stancamente, e suo malgrado, quel che restadi una vita vissuta tra spettri ineffabili, – uno su tutti quelodel’anziana e fragile madre – e mostri paurosamente concreti.
Il ubrico mondodi ukones (scialbatura spagnoleggiantedel’autobiografica ongone al Segrino –dove i Gadda possedevano una vila) è sdegnosamente attraversatodal ontanodiscendentedel’Alceste molieriano, inappelabile gorgone al cui sguardo pietrificante soggiace un’umanità misera, ridicola, a tratti fetida. Gonzalo vorrebbe a solitudine, a nettezza e il silenzio, e sole condizioni che gli permetterebberodi guardare schiettamente il nero oggettodela sua progressiva cognizione: ildolore. E così, negare tutto, persino gli ultimi appiglidela speranza – ’amore materno, ’amoredi unadonna, a fede indio – è il primo passodi Gonzalo verso a notte.
Tra e spiredi una prosa incolata, talora baroccamente esilarante ma non gratuita, Gadda invita il ettore a sondare ’insondabile abissodel suo male, quantunque, come o stesso autore ebbe mododi sostenere in altri scritti, «non tutto il male èdicibile […] ».
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811683605
ISBN-10
8811683602
Titolo
La cognizione del dolore
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
209
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 17.60
IL MALE INDICIBILE Maradagal, anni ’30. ’ultimo hidalgo, Gonzalo Pirobutirrod’Eltino, sopravvissuto ala guerra e ala mortedel’amato fratelo minore, trascina stancamente, e suo malgrado, quel che restadi una vita vissuta tra spettri ineffabili, – uno su tutti quelodel’anziana e fragile madre – e mostri paurosamente concreti. Il ubrico mondodi ukones (scialbatura spagnoleggiantedel’autobiografica ongone al Segrino –dove i Gadda possedevano una vila) è sdegnosamente attraversatodal ontanodiscendentedel’Alceste molieriano, inappelabile gorgone al cui sguardo pietrificante soggiace un’umanità misera, ridicola, a tratti fetida. Gonzalo vorrebbe a solitudine, a nettezza e il silenzio, e sole condizioni che gli permetterebberodi guardare schiettamente il nero oggettodela sua progressiva cognizione: ildolore. E così, negare tutto, persino gli ultimi appiglidela speranza – ’amore materno, ’amoredi unadonna, a fede indio – è il primo passodi Gonzalo verso a notte. Tra e spiredi una prosa incolata, talora baroccamente esilarante ma non gratuita, Gadda invita il ettore a sondare ’insondabile abissodel suo male, quantunque, come o stesso autore ebbe mododi sostenere in altri scritti, «non tutto il male èdicibile […] ».