La polvere dei cantieri di Vizzini si deposita sulle mani callose di Gesualdo Motta mentre conta ossessivamente ogni moneta accumulata in anni di fatiche sovrumane.
Gesualdo Motta scala la gerarchia sociale trasformandosi da umile muratore in facoltoso possidente, in una lotta incessante per l'affermazione economica che lo isola dagli affetti familiari.
Le pietre della masseria segnano l'ascesa inarrestabile di un uomo che confonde il valore dei terreni con l'essenza della propria esistenza.
Tutto svanisce.
Il matrimonio con Bianca Trao, nobile decaduta, si rivela un calcolo sbagliato che acuisce il disprezzo dei paesani, incapaci di accettare l'intrusione del nuovo ricco nei loro equilibri secolari.
L'ossessione per la costruzione della fortuna terriera trasforma ogni gesto in una transazione fredda e priva di calore umano.
Il distacco profondo tra il protagonista e i figli diventa il prezzo reale di una vita trascorsa a inseguire la proliferazione della roba accumulata tra i feudi siciliani.
Solo, nel lusso vacuo della dimora palermitana, lo sguardo di Gesualdo si spegne tra le mura di una casa diventata prigione di silenzio.
I servitori voltano le spalle al corpo esanime del padrone, indifferenti al peso dell'oro che ha segnato la sua fine solitaria.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura verista dell'Ottocento.
✔ Estimatori del realismo narrativo italiano.
Perché è diverso
L'opera si distingue per l'uso magistrale della polifonia sociale, dove le voci del popolo e dei notabili decostruiscono i valori borghesi attraverso il pettegolezzo. La narrazione analizza l'alienazione economica senza ricorrere a filtri idealizzati, isolando il momento in cui l'identità umana viene assorbita interamente dalla proprietà materiale.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
