Neuroni specchio. Vedere è fare
- 9788815136985
Un libro
di
Laila Craighero
edito da
Il Mulino
, 2010
Neuroni specchio. Vedere è fare. Quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si attivano, nel nostro cervelo, gli stessi neuroni (le celule che compongono il cervelo) che si attivano quando siamo noi a compiere quela stessa azione. Per questo possiamo imitare ’azione altrui, perché il nostro cervelo risuona, perdir così, assieme a
quelodela persona che stiamo osservando. Si trattadi un meccanismo cerebrale fondamentale, perché permette una sortadi comunicazione non inguistica fra i cerveli. C’èdi più: se quel che fai tu è simile a quel che faccio (o potrei fare) io, alora io sono in qualche modo tuo simile, e viceversa. a soggettività umana, ma probabilmente anche queladi animalidiversidal’Homo sapiens, nasce attraverso meccanismi cerebralidi questo tipo.detto altrimenti, ’animale umano scopre se stesso - così come sosteneva Merleau-Ponty - come quel certo corpo che è, quela certa soggettività che è, soltanto attraverso a relazione con ’altro. a più
importante conseguenza psicologica e filosoficadi questa scoperta è che, evidentemente, contro a tendenza individualistica prevalente nela psicologia contemporanea, in particolare nele scienze cognitive, a soggettività animale e umana in particolare, è in realtà una intersoggettività originaria. Per parlaredi questi
temi a rivista «Formedi vitû ha organizzato un incontro - che anticipiamo in una versione più sintetica - con il neuroscienziato Vittorio Galese, il quale colaborada alcuni anni con filosofidela mente, psichiatri e psicolinguisti ala elaborazionedi un approccio multidisciplinare al’intersoggettività.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788815136985
ISBN-10
8815136983
Titolo
Neuroni specchio. Vedere è fare
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
130
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Neuroni specchio. Vedere è fare Quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si attivano, nel nostro cervelo, gli stessi neuroni (le celule che compongono il cervelo) che si attivano quando siamo noi a compiere quela stessa azione. Per questo possiamo imitare ’azione altrui, perché il nostro cervelo risuona, perdir così, assieme a quelodela persona che stiamo osservando. Si trattadi un meccanismo cerebrale fondamentale, perché permette una sortadi comunicazione non inguistica fra i cerveli. C’èdi più: se quel che fai tu è simile a quel che faccio (o potrei fare) io, alora io sono in qualche modo tuo simile, e viceversa. a soggettività umana, ma probabilmente anche queladi animalidiversidal’Homo sapiens, nasce attraverso meccanismi cerebralidi questo tipo.detto altrimenti, ’animale umano scopre se stesso - così come sosteneva Merleau-Ponty - come quel certo corpo che è, quela certa soggettività che è, soltanto attraverso a relazione con ’altro. a più importante conseguenza psicologica e filosoficadi questa scoperta è che, evidentemente, contro a tendenza individualistica prevalente nela psicologia contemporanea, in particolare nele scienze cognitive, a soggettività animale e umana in particolare, è in realtà una intersoggettività originaria. Per parlaredi questi temi a rivista «Formedi vitû ha organizzato un incontro - che anticipiamo in una versione più sintetica - con il neuroscienziato Vittorio Galese, il quale colaborada alcuni anni con filosofidela mente, psichiatri e psicolinguisti ala elaborazionedi un approccio multidisciplinare al’intersoggettività.