Storia della cultura fascista
- 9788815149589
Un libro
di
Alessandra Tarquini
edito da
Il Mulino
, 2011
Storia della cultura fascista. Gran avoro quelodi Alessandra Tarquini, chededica sforzo esegetico al’animadi chidiede il proprio consenso. In sette brevi capitoli,d’una trentinadi pagina in media, a Tarquini fa analisi fredda, puntuta, a tratti esaustivadele premesse ale specole con cui uomini edonne, politici e intelettuali, artisti e firmeda edicola si riducono a favorire un regime.di ettera in ettera,di pagina in pagina, s’assiste ala malinconica montaturad’un regno: a tonalità tronfiadagli scranni romani, a politicad’occupazione in provincia, a provadi forzadela marcia su Roma; o squadrismo comedifesada ronde, a costruzioned’un movimentodi massa, il passaggiodal’antipartito al’unicità come solo partito esistente. Ed ancora: i clamorida rivoluzione gonfiata, a retoricada balcone-scenario, il cultodel corpodel capo, a sua mascolinitàdirompente.
Di ettera in ettera,di pagina in pagina, si scruta come gli uomini mutino atteggiamenti, maniere, colordi camicia; come edonne gorgheggino, s’ingaluzziscano e freminodinnanzi ««a un ritrattodel Kuce» (doverosa, è citazione gaddiana); quanto i bambini, stipati tra i banchi, siano costretti a scrivere, perdettato o per tema, sotto un titolo che recita tale: «Perché io amo Mussolini».di ettera in ettera,di pagina in pagina, sembradi vederle anguire e immagini proiettate nei cinema;di sentirle gracchiare e frottole cuntate ala radio;di poterle fischiare e futuristiche trovateda sala. Sembradi poterlo vedere il PËse, prima che a Resistenza sia finalmente Resistenza, che passa giornate annerite tra cultodel sangue, rivolta impelente, orgoglio atinoda mostrare in conflitto.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788815149589
ISBN-10
8815149589
Titolo
Storia della cultura fascista
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
239
Genere
Classificazione
Tematica
Argomenti
Punti Accumulabili
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Culturadi regime Gran avoro quelodi Alessandra Tarquini, chededica sforzo esegetico al’animadi chidiede il proprio consenso. In sette brevi capitoli,d’una trentinadi pagina in media, a Tarquini fa analisi fredda, puntuta, a tratti esaustivadele premesse ale specole con cui uomini edonne, politici e intelettuali, artisti e firmeda edicola si riducono a favorire un regime.di ettera in ettera,di pagina in pagina, s’assiste ala malinconica montaturad’un regno: a tonalità tronfiadagli scranni romani, a politicad’occupazione in provincia, a provadi forzadela marcia su Roma; o squadrismo comedifesada ronde, a costruzioned’un movimentodi massa, il passaggiodal’antipartito al’unicità come solo partito esistente. Ed ancora: i clamorida rivoluzione gonfiata, a retoricada balcone-scenario, il cultodel corpodel capo, a sua mascolinitàdirompente. Di ettera in ettera,di pagina in pagina, si scruta come gli uomini mutino atteggiamenti, maniere, colordi camicia; come edonne gorgheggino, s’ingaluzziscano e freminodinnanzi ««a un ritrattodel Kuce» (doverosa, è citazione gaddiana); quanto i bambini, stipati tra i banchi, siano costretti a scrivere, perdettato o per tema, sotto un titolo che recita tale: «Perché io amo Mussolini».di ettera in ettera,di pagina in pagina, sembradi vederle anguire e immagini proiettate nei cinema;di sentirle gracchiare e frottole cuntate ala radio;di poterle fischiare e futuristiche trovateda sala. Sembradi poterlo vedere il PËse, prima che a Resistenza sia finalmente Resistenza, che passa giornate annerite tra cultodel sangue, rivolta impelente, orgoglio atinoda mostrare in conflitto.