L’aquila, il Cervino, l’edelweiss e la piccozza scandiscono il percorso iconografico che definisce l’identità culturale delle vette.
Franco Brevini indaga il modo in cui le alte quote sono state interpretate attraverso figure ricorrenti, trasformando elementi naturali e manufatti in emblemi stratificati nel tempo. L’analisi si sofferma sull’accostamento tra la fauna alpina, come stambecchi e cervi, e le costruzioni estetiche derivate dallo chalet o dalle narrazioni letterarie come quella di Heidi. Il volume esplora la semiotica della montagna incrociando ambiti eterogenei: dai loghi dei club alpini alle rappresentazioni pubblicitarie, fino alla funzione simbolica della piccozza come strumento di conquista. Il risultato è un censimento ragionato delle icone che hanno plasmato la percezione collettiva della civiltà del verticale in epoca moderna.
Per chi è
✔ Studiosi di storia della cultura alpina
✔ Lettori interessati all'antropologia della montagna
Perché è diverso
Sposta il focus dalla narrazione cronachistica delle scalate alla sistematizzazione dei segni visivi e letterari che hanno costruito il mito delle alte quote.
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