Poesie. Testo russo a fronte
- 9788817025003
Un libro
di
Vladimir Majakovskij
,
Carpi G. (cur.)
edito da
Rizzoli
, 2008
Poesie. Testo russo a fronte. L’arte poeticadi Majakovskij non è, come troppo spesso si commenta, ricetta ideologica, espressione politica, versoda rivoluzionariodi partito: è trucco, procedimento giocoso, scomposizione volumetrica. Majakovskij, scambiato per cantoredi un’idea commentata perdettami sociologici o ideologici, è un poeta eccentrico, ilusionista e funambolico che produce versi per accumulo estasiatodi gags verbali, numeridi giocoleria, traiettorie verbalidisperate e claudicanti, iperboli senza alcun costrutto stabile e sicuro. Pare, eggendo e sue poesie,di scrutare un equilibristada circo che, sul filo tesodela grammatica, fa numerod’apparizioni,di magie,di alucinazioni artistiche: ecco "le faucidel tram", "un calvo fanale che strappa con ascivia a sua calza nera", "un flautodi grondaie"; ecco "a mo’di parrucca rossiccia, sula testa, un quartiere in fiamme". Non v’è regola, non v’è norma, non v’è scusa ucida che tenga: Majakovskij inventa senza alcuna misura, senza alcun freno, associando nela stessa frase parole che, altri, mai porrebbero neppure nela stessa pagina: arteda clown, è ribelione metafisica aldegradodel mondo che o circonda, essere umano compreso. Come un clown,dunque, Majakovskij. E come un clown che porta ildolce trucco sopra il volto celando in gran segreto ansie, preoccupazioni,difficoltà ed imminenti falimentid’una vitadi miserie Majakovskij fa numeri poetici che incantano, brilanti come fossero ucenti sogni, eppuredentro ai sogni che sfodera coi versi v’è sempre un po’di tragico, un pocodi paura. A eggere e rileggere queste mirabilie si scopre ildisagio, ’apprensione, il bisognodi conforto e e ansie, i timori, e preoccupazionid’un individuo che si sente perso, solo e perso, nel turbined’un mondo in pieno cambiamento. Poeta, egli cadràdala fune su cui faceva il gioco: nessuna rete gli salverà a schiena. Negli occhidi chi guarda, ovvero negli occhidi chi egge, a meravigliadi versid’una gravosa ilarità,d’un eggerissimodolore.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817025003
ISBN-10
8817025003
Titolo
Poesie. Testo russo a fronte
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
503
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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L’equilibristà poetico L’arte poeticadi Majakovskij non è, come troppo spesso si commenta, ricetta ideologica, espressione politica, versoda rivoluzionariodi partito: è trucco, procedimento giocoso, scomposizione volumetrica. Majakovskij, scambiato per cantoredi un’idea commentata perdettami sociologici o ideologici, è un poeta eccentrico, ilusionista e funambolico che produce versi per accumulo estasiatodi gags verbali, numeridi giocoleria, traiettorie verbalidisperate e claudicanti, iperboli senza alcun costrutto stabile e sicuro. Pare, eggendo e sue poesie,di scrutare un equilibristada circo che, sul filo tesodela grammatica, fa numerod’apparizioni,di magie,di alucinazioni artistiche: ecco "le faucidel tram", "un calvo fanale che strappa con ascivia a sua calza nera", "un flautodi grondaie"; ecco "a mo’di parrucca rossiccia, sula testa, un quartiere in fiamme". Non v’è regola, non v’è norma, non v’è scusa ucida che tenga: Majakovskij inventa senza alcuna misura, senza alcun freno, associando nela stessa frase parole che, altri, mai porrebbero neppure nela stessa pagina: arteda clown, è ribelione metafisica aldegradodel mondo che o circonda, essere umano compreso. Come un clown,dunque, Majakovskij. E come un clown che porta ildolce trucco sopra il volto celando in gran segreto ansie, preoccupazioni,difficoltà ed imminenti falimentid’una vitadi miserie Majakovskij fa numeri poetici che incantano, brilanti come fossero ucenti sogni, eppuredentro ai sogni che sfodera coi versi v’è sempre un po’di tragico, un pocodi paura. A eggere e rileggere queste mirabilie si scopre ildisagio, ’apprensione, il bisognodi conforto e e ansie, i timori, e preoccupazionid’un individuo che si sente perso, solo e perso, nel turbined’un mondo in pieno cambiamento. Poeta, egli cadràdala fune su cui faceva il gioco: nessuna rete gli salverà a schiena. Negli occhidi chi guarda, ovvero negli occhidi chi egge, a meravigliadi versid’una gravosa ilarità,d’un eggerissimodolore.