La sfida al Cervino, conclusa in 2 ore e 52 minuti, segna lo spartiacque tra la prestazione atletica pura e l'elaborazione del lutto dopo la perdita del proprio mentore sul Monte Bianco.
Kilian Jornet ripercorre in queste pagine la transizione necessaria per ricominciare a muoversi in alta quota, spostando l'obiettivo verso il Gosainthan. Il volume documenta una spedizione himalayana condotta in condizioni estreme, caratterizzata dall'assenza di corde e dall'utilizzo di sci come unico mezzo di ascesa. Attraverso il racconto di questo alpinismo invernale in stile leggero, l'autore analizza la soglia critica tra il calcolo del rischio e l'impulso fisico. La narrazione alterna il resoconto tecnico dell'impresa asiatica a una riflessione introspettiva sulla natura del limite, ponendo il lettore di fronte alla gestione della solitudine e della tragedia in contesti geografici inospitali.
Per chi è
✔ Praticanti di sci alpinismo ed escursionismo d'alta quota
✔ Lettori interessati a biografie di atleti professionisti
Perché è diverso
Il testo sposta il focus dalla cronaca dei record sportivi all'analisi psicologica del trauma subito in montagna, documentando una spedizione specifica realizzata senza il supporto di equipaggiamenti tradizionali.
Dettagli Bibliografici
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