Il cristallo dei salotti aristocratici si incrina sotto il peso di una noia che pretende, invano, di chiamarsi passione.
Alberto Alberti, marchese tormentato e refrattario al sentimento autentico, attraversa i circoli mondani intrecciando legami che consumano le vite altrui nel vano tentativo di colmare il proprio vuoto interiore.
L’alta società fiorentina diventa lo scenario di una decadenza dei costumi aristocratica dove Alberto esige devozione pur restando incapace di restituire slancio. Ogni legame si trasforma in una recita grottesca.
L'amore diventa cenere.
Il matrimonio con la donna bramata si muta presto in un percorso funesto, segnato da una scia di morti che punteggiano il cammino del protagonista verso un fallimento inevitabile. La sua esistenza si dissolve tra aspirazioni intellettuali frustrate e l’incapacità cronica di abitare il reale.
Questo ritratto di eros e thanatos svela infine l’impossibilità di una felicità sincera, lasciando il marchese solo con la consapevolezza di non aver mai saputo guardare oltre il proprio riflesso.
Il sipario cala su un uomo che ha scambiato il possesso per il sentimento, restando prigioniero di un simulacro di vita che si sbriciola al minimo contatto con la verità.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura italiana dell'Ottocento.
✔ Chi esplora il realismo preverista.
Perché è diverso
Il testo cattura la fase di transizione dello scrittore, distanziandosi dai canoni del periodo per immergersi in una critica corrosiva dell'aristocrazia del tempo. La narrazione si concentra sulla figura di un anti-eroe che incarna l'incapacità di amare come fallimento esistenziale collettivo.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
