Levar la mano su di sé. Discorso sulla libera morte - 9788833922836
Un libro
di
Jean Améry
edito da
Bollati Boringhieri
, 2012
Levar la mano su di sé. Discorso sulla libera morte. Un libro terribile, questo. Un libro scritto da un pensatore profondo, un uomo deportato e torturato ad Auschwitz, che torna e ritorna su quella indicibile sofferenza ("chi è stato torturato resta tale"), e che si porta dentro un carico di male che lo tiene per tutta la vita in stretta contiguità con la morte. "La tortura è stata per lui una interminabile morte", scriverà Primo Levi. È un libro scritto da chi ha già deciso e può permettersi di abbandonare la logica della vita per avvicinarsi al gesto definitivo di levare la mano su di sé, di darsi la morte volontariamente, osservandolo dall'interno, sino in fondo "sin dove può giungere la parola". È questo che rende unico questo scritto: rendersi conto che chi uccide e chi viene ucciso sono la stessa persona, vanificando così ogni logica, demolendo la dicotomia tra vita/bene e morte/male, rendendo l'atto estremo che l'autore compirà due anni dopo aver pubblicato questo libro una disperata affermazione di libertà, completamente slegata da ogni giudizio morale.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788833922836
ISBN-10
8833922839
Titolo
Levar la mano su di sé. Discorso sulla libera morte
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
160
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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