Un velo di cipria non basta più a nascondere le ombre sottili che incidono il profilo di Fanny nello specchio di camera sua.
In prossimità del cinquantesimo anno, una donna abituata a collezionare sguardi maschili rintraccia i frammenti di un passato di seduzioni, scontrandosi con la cruda indifferenza di chi un tempo le apparteneva.
L’attico londinese trasuda l’essenza di una giovinezza archiviata tra vecchie lettere e profumi ormai spenti che lei pretende di disseppellire.
Tutto è cambiato.
Gli ex amanti, ormai prigionieri di vite domestiche e nuove sicurezze borghesi, respingono con malcelato imbarazzo la donna che cerca di innescare la dinamica di seduzione retrospettiva nei salotti della capitale.
Ogni incontro si trasforma in un duello grottesco dove la vanità si scontra con il tempo che ha trasformato la sua irresistibile bellezza in un ricordo opaco e ingombrante per chiunque incroci il suo cammino.
Il rientro forzato di Mr Skeffington, figura fantasma di un matrimonio naufragato, diventa il perno di un’amara ricognizione sulla propria identità, costringendola a osservare la propria decadenza estetica a Londra attraverso la lente fredda di chi non ha più intenzione di mentire per cortesia.
Il volto riflesso nel vetro smette di cercare conferme e accetta finalmente il silenzio di una casa che non trattiene più echi di ammiratori.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa psicologica inglese del Novecento.
✔ Appassionati di introspezione sulla decadenza del costume sociale.
Perché è diverso
La narrazione scardina il topos della bellezza femminile attraverso un’ironia affilata, trasformando il confronto con il passato in un’indagine spietata sulla persistenza dell’io. La struttura segue il disfacimento delle illusioni di Fanny non come una tragedia, ma come una necessaria riorganizzazione dell'esistenza priva di sentimentalismi.
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