La pubblicazione di "Italia barbara" nel 1925 segna un momento di rottura intellettuale, segnato dal paradosso di un testo di Curzio Malaparte dato alle stampe da Piero Gobetti.
Il volume raccoglie una serie di saggi incentrati sulla contrapposizione tra il modello di un'Italia ancestrale e popolaresca e la cosiddetta civiltà europea, identificata come prodotto della modernità occidentale. Attraverso una prosa graffiante, l'autore innesta una visione critica del Risorgimento nel più ampio filone del revisionismo storico, delineando i contorni di un'identità nazionale che rifiuta i canoni del progresso borghese. Il saggio introduttivo di Francesco Perfetti contestualizza questo saggio di critica politica nel clima di contraddizioni ideologiche che caratterizzò il dibattito culturale italiano del primo Novecento, analizzando la genesi del consenso al fascismo.
Per chi è
✔ Studiosi di storia del pensiero politico del Novecento
✔ Lettori interessati alla critica letteraria di matrice malapartiana
Perché è diverso
Il volume documenta l'inedito intreccio tra la penna di Malaparte e la lungimiranza editoriale di Gobetti, offrendo una rara analisi del revisionismo storico italiano attraverso il prisma di un'opera che sfidò le categorizzazioni di fascismo e antifascismo dell'epoca.
Dettagli Bibliografici
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