La principessa schiava. Jacqueline a 17 anni convolò a nozze con Bahrin, membro della famiglia reale
della Malesia. Lo aveva conosciuto a Melbourne, dove lui studiava
architettura. Un sogno per lei, che aveva dovuto affrontare l'abbandono del
padre, gli abusi del patrigno con la connivenza della madre. Lo amava, e
pensava che quello bastasse per superare il cambiamento di patria e cultura.
Non sembrava molto legato ai principi della sua religione, quando si
frequentavano in Australia e facevano l'amore senza essere sposati. Ma in
Malesia il suo romantico e premuroso marito si trasforma. La prima notte di
nozze la violenta, la prende senza nessuna dolcezza, le dice che lei è un suo
oggetto. Dell'uomo aperto che aveva conosciuto non rimane niente. Lui, marito
padrone, la umilia, le ripete che è inutile e stupida, la maltratta. Lei vive
in quella prigione dorata, facendosi forza sull'amore per i figli che nel
frattempo sono arrivati, stringendo i denti davanti alle prevaricazioni,
perfino davanti all'arrivo di una seconda moglie. Un giorno trova il coraggio
di fuggire con i suoi figli e ricominciare a respirare. La sua vita riprende,
crede di essersi lasciata alle spalle il peggio. Ma Bahrin le lancia una
jihad, una guerra santa. Per Jacqueline si spalanca un nuovo inferno.
la forzadi unadonna da eggere veramente con tanta passione e continuare a ettura anchedel seguito. donna fantastica, quando edonne ci si mettono non e ferma nemmeno a violenza
Solidarietà Mi sono commossa e immedesimata nel’autricedel ibro, non perchè abbia subito tutti gli abusi che ha avuto, ma perchè ancora oggi con ’evoluzione che abbiamo ci sono ancora in giro persone così malvage e cattive che a fanno franca. Sono andata su Internet a cercare notiziedi questa autrice, sapere se è riuscita ad avere i figli con sè e ho saputo che solodopo 14 anni ha ristabilito contatti con i suoi cari. E’ vergognoso tutto questo. Sono veramente amareggiata, chissà quelo chedeve avere passato. Le faccio tanti auguri che possa in un qualche modo recuperare il tempo perduto (anche se non è possibile) con i suoi affetti più cari. Silvia - Bologna