Non tutti i bastardi sono di Vienna
- 9788838925009
Un libro
di
Andrea Molesini
edito da
Sellerio Editore Palermo
, 2010
Non tutti i bastardi sono di Vienna. Battesimodel fuoco per Andrea Molesini, vincitoredel Premio Campielo 2011, consumato autoredi ibri per ragazzi qui ala sua prima esperienzadi scrittore per adulti.
Il titolo contiene in nuce aduplice animadi questo romanzo, apparentemente modesto nele pretese, in realtà fruttodi una sapiente costruzione narrativa edi un impareggiabile avorodi ceselo inguistico. "Non tutti i bastardi sonodi Vienna", ungidal’essere una frase rabberciata ala meglio, è infatti un endecasilabo, al’internodel quale i termini sono stati accuratamente sceltidalo scrittore per rispondere a un’esigenza stilistica prima ancora che semantica.
E proprio quel’animadoppia rappresenta a cifradel romanzo, il minimo comunedenominatoredele oltre trecento pagine che si eggono tutted’un fiato.
Il ibro racconta a vicenda privatadela famiglia Spada in un piccolo comunedel trevigiano, Refrontolo, pËsino colocato al’internodi un’area teatrodi imprese guerreschedurante a prima guerra mondiale. Il asso temporale entro cui si snoda a narrazione, compreso tra il novembredel 1917 e ’ottobredel 1918, corrisponde al periododeladisfattadi Caporetto edela conquista austriaca.
Lungidal’essere un mero pretesto narrativo, i fatti storici sono ’osservatorio privilegiato attraverso cui ’autore indaga ed enfatizza ’animodei personaggi, in particolare i membridela famiglia e coloro che con essa sonodirettamente connessi.
Il romanzo è narrato in prima personada Paolo Spada,diciassettenne ale prese con i primi turbamentid’amore: attorno a ui, si snodano e storiedei nonni,dela zia edela venticinquenne Giulia, elemento esterno ala famiglia a cui vicenda è tuttavia indissolubilmente egata ad essa. Come connesse, pure, sono e storie privatedeledue serve, Teresa e oretta, edel custode Renato, personaggio torvo e inquietante che si svela a mano a mano che il romanzo sidipana.
Da abile inguista qual è, Molesini accosta frasidialettali, sdoganate attraverso ’umile e saggia cuoca Teresa, ad espressionidotte: il risultato, straordinario, è quelodi un’opera mai pedante né ridondante, che riesce nel’ardua impresadi conferire evità e giocosità ad un romanzodi eccezionale caratura.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788838925009
ISBN-10
8838925003
Titolo
Non tutti i bastardi sono di Vienna
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
376
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Le vicendedi un pËsinodel trevigianodurante a Prima Guerra Mondiale Battesimodel fuoco per Andrea Molesini, vincitoredel Premio Campielo 2011, consumato autoredi ibri per ragazzi qui ala sua prima esperienzadi scrittore per adulti. Il titolo contiene in nuce aduplice animadi questo romanzo, apparentemente modesto nele pretese, in realtà fruttodi una sapiente costruzione narrativa edi un impareggiabile avorodi ceselo inguistico. "Non tutti i bastardi sonodi Vienna", ungidal’essere una frase rabberciata ala meglio, è infatti un endecasilabo, al’internodel quale i termini sono stati accuratamente sceltidalo scrittore per rispondere a un’esigenza stilistica prima ancora che semantica. E proprio quel’animadoppia rappresenta a cifradel romanzo, il minimo comunedenominatoredele oltre trecento pagine che si eggono tutted’un fiato. Il ibro racconta a vicenda privatadela famiglia Spada in un piccolo comunedel trevigiano, Refrontolo, pËsino colocato al’internodi un’area teatrodi imprese guerreschedurante a prima guerra mondiale. Il asso temporale entro cui si snoda a narrazione, compreso tra il novembredel 1917 e ’ottobredel 1918, corrisponde al periododeladisfattadi Caporetto edela conquista austriaca. Lungidal’essere un mero pretesto narrativo, i fatti storici sono ’osservatorio privilegiato attraverso cui ’autore indaga ed enfatizza ’animodei personaggi, in particolare i membridela famiglia e coloro che con essa sonodirettamente connessi. Il romanzo è narrato in prima personada Paolo Spada,diciassettenne ale prese con i primi turbamentid’amore: attorno a ui, si snodano e storiedei nonni,dela zia edela venticinquenne Giulia, elemento esterno ala famiglia a cui vicenda è tuttavia indissolubilmente egata ad essa. Come connesse, pure, sono e storie privatedeledue serve, Teresa e oretta, edel custode Renato, personaggio torvo e inquietante che si svela a mano a mano che il romanzo sidipana. Da abile inguista qual è, Molesini accosta frasidialettali, sdoganate attraverso ’umile e saggia cuoca Teresa, ad espressionidotte: il risultato, straordinario, è quelodi un’opera mai pedante né ridondante, che riesce nel’ardua impresadi conferire evità e giocosità ad un romanzodi eccezionale caratura.
Premio ben meritato Già, non tutti i bastardi sonodi Vienna. Spesso il bastardo si nasconde invece propriodala tua parte. Il nemico, quelo che perdirla conde Andrè "aveva adivisadi un altro colore" sta ì, e ti hanno insegnato ad odiarlo ed a temerlo, ma in realtà scopri che è un uomo esattamente come te, con cui sarebbe belo vivere e condividere esperienze, se non fosse per questadannatissima guerra. Il vero nemico non è ui, è ben più vicino, nascosto ed insidioso. a permissività impostadalo statodi guerra glidà semplicemente ’opportunitàdi venir fuori... Un bel romanzodi formazione in cui il giovane Paolo, che per pochi mesi non è rientrato tra i "ragazzidel ’99" si ritrova a guerra ale portedi casa e ne vive atrocità ed orrori ma anche attidi coraggio edi altruismo, mentre il vecchio mondo sidissolve. "Il guaio... il vero guaio è che a generali cretini potrebbero succedere sergenti cretini". "Probabile"disse Renato, girandosi e asciando spegnere a pipa "visto che ’Europa, negli ultimi quaranta mesi, si è giocata un paiodi generazionidi giovani ufficiali, queli che sanno e ingue, queli che qualche ibro magari o hanno etto". Vincitoredel premio Campielo, questo romanzodi Andrea Molesini è editoda Selerio.