Il principe Fulvo
- 9788838926105
Un libro
di
Nigro Salvatore Silvano
edito da
Sellerio Editore Palermo
, 2012
Il principe Fulvo. Di Giuseppe Tomasidi ampedusa si ha immagine austera, grigia, normalmente invecchiata. Palida figurad’anziano, o si ritrË (nei saggi, nei racconti, nele memorie e nei convegni, nelediscussioni, negli attidi studio) quale canuto signore nobiliare intento, tra fiori ed alberidi un giardino prezioso, adare ezione ai pochi giovani ammessi ala cattedra: etteratura inglese, etteratura francese, talora un po’di etteratura italiana. Autoredi un’opera (e,davvero,di un’opera sola), o si ritrË identico al Mandraliscadel ’Gattopardo’: solo, angoscioso, funereo, avvizzito quant’era avvizzito il suo mondo e il suo tempo. Come se Giuseppe Tomasidi ampedusa mai fosse stato giovane, mai fosse stato vitale. Come se avesse vissuto sempre nela stretta cintadel suo castelo familiare,del suo paradisodomestico. Come se fosse nato già adulto ed - immediatamente - si fosse fatto anziano a riposo. I suoi biografi e raccontatori (Francesco Orlando e Giocchino anza, Caterina Cardona edavid Gilmour) ne hanno rafforzato ’immaginedi spettrodel Settecento, figura malinconicad’un tempo ontanissimo. A rendere vita a questa figura - ed a renderle giovinezza, moto, alegria; furia, eccessi, tormenti; errori eccessivi, eccessivi tormenti, eccessividolori e fremiti inquieti - è Salvatore Silvano Nigro che, nel’eccelente ’Il Principe fulvo’, racconta il Tomasidi ampedusa scomparso: il viandanted’Europa, il reod’apologia tirannica, il nobile scapestrato che passava saleda balo e corti e pËsi ala ricercad’esperienze e cultura; ci racconta (poichédi raccontodavvero si tratta)d’uno svolazzante giovinastro abilissimo, eccentrico e funesto, fole quant’è fole il Falstaffdi Shakespeare. Ne viene una piccola mirabilia cartacea.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788838926105
ISBN-10
8838926107
Titolo
Il principe Fulvo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
160
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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Ala ricercadela giovinezza perduta Di Giuseppe Tomasidi ampedusa si ha immagine austera, grigia, normalmente invecchiata. Palida figurad’anziano, o si ritrË (nei saggi, nei racconti, nele memorie e nei convegni, nelediscussioni, negli attidi studio) quale canuto signore nobiliare intento, tra fiori ed alberidi un giardino prezioso, adare ezione ai pochi giovani ammessi ala cattedra: etteratura inglese, etteratura francese, talora un po’di etteratura italiana. Autoredi un’opera (e,davvero,di un’opera sola), o si ritrË identico al Mandraliscadel ’Gattopardo’: solo, angoscioso, funereo, avvizzito quant’era avvizzito il suo mondo e il suo tempo. Come se Giuseppe Tomasidi ampedusa mai fosse stato giovane, mai fosse stato vitale. Come se avesse vissuto sempre nela stretta cintadel suo castelo familiare,del suo paradisodomestico. Come se fosse nato già adulto ed - immediatamente - si fosse fatto anziano a riposo. I suoi biografi e raccontatori (Francesco Orlando e Giocchino anza, Caterina Cardona edavid Gilmour) ne hanno rafforzato ’immaginedi spettrodel Settecento, figura malinconicad’un tempo ontanissimo. A rendere vita a questa figura - ed a renderle giovinezza, moto, alegria; furia, eccessi, tormenti; errori eccessivi, eccessivi tormenti, eccessividolori e fremiti inquieti - è Salvatore Silvano Nigro che, nel’eccelente ’Il Principe fulvo’, racconta il Tomasidi ampedusa scomparso: il viandanted’Europa, il reod’apologia tirannica, il nobile scapestrato che passava saleda balo e corti e pËsi ala ricercad’esperienze e cultura; ci racconta (poichédi raccontodavvero si tratta)d’uno svolazzante giovinastro abilissimo, eccentrico e funesto, fole quant’è fole il Falstaffdi Shakespeare. Ne viene una piccola mirabilia cartacea.