Il Grande silenzio. Intervista sugli intellettuali
- 9788842089865
Un libro
di
Asor Rosa Alberto
,
Fiori S. (cur.)
edito da
Laterza
, 2009
Il Grande silenzio. Intervista sugli intellettuali. Il nesso tra cultura e politica, indissolubile fin dalle origini dell'Italia unita, in questi decenni è stato polverizzato. Ne è derivato il "grande silenzio" - è un'espressione di Garin -, il vuoto del pensiero critico, travolto dalla "civiltà montante". Intervistato da Simonetta Fiori, Asor Rosa, uno degli studiosi che più hanno riflettuto sulla nostra storia culturale, racconta un Novecento disincantato e a tratti sorprendente e indaga il complesso rapporto tra cultura e politica nella storia italiana, soffermandosi sulla sinistra intellettuale della seconda metà del Novecento. Pagine affollate di personaggi celebri - da Pasolini a Calvino, da Fortini a Eco, da Togliatti a Berlinguer, da Tronti a don Milani - e di riflessioni inattese disegnano l'illusione del ceto colto di poter intervenire sulla realtà e il suo sgretolarsi nella stagione del terrorismo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842089865
ISBN-10
8842089869
Titolo
Il Grande silenzio. Intervista sugli intellettuali
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
VIII-181
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
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Perché gli intelettuali tacciono? A partiredagli annidel terrorismo, a figuradel’intelettuale, simbolodela coscienza criticadel PËse, si è spenta.dopo Pasolini e, in parte, Calvino, il silenzio. Ogni vocedi spessore è percepita comedissonante, elitaria,di nicchia. a metacultura mediatica ha tritato ognidifferenza, esaltando, paradossalmente, ogni individualismo. Oggi, gli intelettuali sono per o piùdisoccupati o precari. Fino agli anni Settanta erano presenti nele scuole e nele università come fertilizzantedel pensiero critico. Adesso, si sono spostati sul WEB - con una metafora calcistica, si potrebbedire che hanno smarcato il sistema-potere. Il imite, per ora,del web 2.0, è che i nuovi intelettuali non hanno ancora costituito cultura, ma contribuito ala frammentazione e, quindi, al’incertezza.