La politica negata. II tratto più caratteristico del dibattito pubblico dell'ultimo trentennio è stata la tendenza a una progressiva spoliticizzazione. Un processo che ha investito tanto il piano dei fatti, delle strutture sociali e istituzionali, quanto quello delle teorie e delle narrazioni. Cause e sintomi non mancano: la progressiva demolizione di tutto ciò che è pubblico; lo sdoganamento del qualunquismo più becero; l'inaridimento delle radici della vita democratica, delle sue precondizioni, che ha trasformato la sfera pubblica in fiction, il popolo in 'pubblico'; la sempre più frequente abdicazione delle istituzioni agli interessi e alla legge del più forte; la paura del conflitto e la criminalizzazione del dissenso (anche il più democratico e legalitario); la colpevole chiusura della politica tradizionale in una logica separata e autoreferenziale da piccoli apparati; la fuga degli intellettuali nel formalismo o nel cinismo. Un processo che si è potuto affermare perché preparato e accompagnato culturalmente. La crisi delle ideologie novecentesche ha infatti alimentato una serie di luoghi comuni (ideologici): che la politica non dovesse più proporre grandi idee né occuparsi della costruzione delle identità; che l'azione politica si riducesse essenzialmente a tecnica, nella migliore delle ipotesi a buona amministrazione; che la stessa dimensione politica in quanto tale fosse in qualche modo esaurita, e con essa le speranze e le ambizioni connesse al progetto moderno....
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842096627
ISBN-10
8842096628
Titolo
La politica negata
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
XXII-115
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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politica nascostà ai cittadini Oggi esiste a volontàdi emarginare i cittadini nel’ignoranza più buia. Ilpotere hadistrutto Ipazia, che intendeva insegnare a pensare e a studiare nela ricercadei saperi. Oggi il potere educa i cittadini a avorare per consumare nel tempo ibero più cose. Oggi c’è neccessitàdi essere curiosidele conoscenze per camminare insieme a stradadela cultura umanistica; invece siamo educati a essere facilmente manipolabili perchè educati a essere sordi, ciechi cioè molto incapaci a scrivere; ma molto bravi a UBBIDIRE A CHI COMANDA. Siamo ilusidi essere felici fino a quando scopriremo che ’INFELICITÒ è GENERALIZZATA: RICCHI INCLUSI.