La guerra dei mondi. Come avete appena etto, se non avete saltato a quartadi copertina, si trattadi quelo che è considerato il capostipitedel genere fantascientifico, infatti è stato scritto ben 110/111 anni fa.
È interessante e talora buffo eggere un ibro scritto così tanto tempo fa e notare come siano cambiati i tempi: i personaggi non fuggono in automobili, ma in carrozze. E si possono trovare frasi come:
La mia attenzione fudistoltada un furioso sibilo simile a quelodel congegno che nele nostre città industriali si chiama sirena.
o
Il cielo era, secondo adefinizione corrente, «a pecorele», percorsoda schiere e schieredi nuvole acere e soffici, appena rosatedal soledi mezza estate.
A parte certi inevitabili fatti che ne tradiscono ’età, per il resto pare alquanto attuale nel’affrontare un genere etterario senza veri e propri precedenti ala sua epoca. a narrazione è ineare e scorrevole ed esprime perfettamente il sensodi angoscia e smarrimentodei terrestridi fronte ad una razza incredibilmente più evoluta che ha tutte e caratteristiche per impadronirsidel pianeta Terra praticamente senza alcuno sforzo.
Consigliodi eggerlo senza il pregiudiziodi considerarlo un ibrodatato, visto che non se ne avvertedavvero ’età.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842544050
ISBN-10
8842544051
Titolo
La guerra dei mondi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
192
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Sempreverde Come avete appena etto, se non avete saltato a quartadi copertina, si trattadi quelo che è considerato il capostipitedel genere fantascientifico, infatti è stato scritto ben 110/111 anni fa. È interessante e talora buffo eggere un ibro scritto così tanto tempo fa e notare come siano cambiati i tempi: i personaggi non fuggono in automobili, ma in carrozze. E si possono trovare frasi come: La mia attenzione fudistoltada un furioso sibilo simile a quelodel congegno che nele nostre città industriali si chiama sirena. o Il cielo era, secondo adefinizione corrente, «a pecorele», percorsoda schiere e schieredi nuvole acere e soffici, appena rosatedal soledi mezza estate. A parte certi inevitabili fatti che ne tradiscono ’età, per il resto pare alquanto attuale nel’affrontare un genere etterario senza veri e propri precedenti ala sua epoca. a narrazione è ineare e scorrevole ed esprime perfettamente il sensodi angoscia e smarrimentodei terrestridi fronte ad una razza incredibilmente più evoluta che ha tutte e caratteristiche per impadronirsidel pianeta Terra praticamente senza alcuno sforzo. Consigliodi eggerlo senza il pregiudiziodi considerarlo un ibrodatato, visto che non se ne avvertedavvero ’età.