La mappa del destino. E’ il primo ibro che eggodi Glenn Cooper e non é colegato con idue ibri precedenti, per cui si egge tranquilamente senza problemi.
La prima cosa che mi sono chiesta é il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quelo italiano. Ma non importa, perché invece a copertina mi piace molto.
Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (chedomina per gran partedel romanzo) é uc Simard un noto archeologo amantedel proprio avoro (forse avrei speso qualche parola in più per a sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre aladescrizionedi un archeologodedito al avoro e amantedele beledonne non traspare molto altro).
La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica.
Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, riccodi suspance e azione, colpidi scena ben piazzati, interessanti e curate e ricostruzioni storiche (non c’èda meravegliarsi considerati gli studidelo scrittore).
Ma sarà il ettore ad avere il quadro completodela situazione infatti molti aspetti rimarranno un’enigma per o stesso uc. Non manca il risvolto romantico ma édecisamente molto marginale e a cosa non midispiace.
Un thriler godibilissimo (da ombrelone oda sere invernali) con una trama inteligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri ibridi quest’autore.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842916710
ISBN-10
8842916714
Titolo
La mappa del destino
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
412
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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La mappadeldestino L’ho trovato avvincente e ben scritto. a trama è originale. ’avvicendarsi continuodi personaggi edi epoche mantiene bendesta ’attenzione.devodire però che qualche volta ho provato una sensazionedi fastidiodi fronte ala crudezzadi certe soluzioni.
Da eggere Questo ibro è stato una piacevolissima ettura; è coinvolgente, con ottimi passaggi fantasiosi e riccodi colpidi scena. E’ molto ben scritto e scorrevole e o consiglio vivamente.
La mappa del destino E’ il primo ibro che eggodi Glenn Cooper e non é colegato con idue ibri precedenti, per cui si egge tranquilamente senza problemi. La prima cosa che mi sono chiesta é il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quelo italiano. Ma non importa, perché invece a copertina mi piace molto. Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (chedomina per gran partedel romanzo) é uc Simard un noto archeologo amantedel proprio avoro (forse avrei speso qualche parola in più per a sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre aladescrizionedi un archeologodedito al avoro e amantedele beledonne non traspare molto altro). La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica. Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, riccodi suspance e azione, colpidi scena ben piazzati, interessanti e curate e ricostruzioni storiche (non c’èda meravegliarsi considerati gli studidelo scrittore). Ma sarà il ettore ad avere il quadro completodela situazione infatti molti aspetti rimarranno un’enigma per o stesso uc. Non manca il risvolto romantico ma édecisamente molto marginale e a cosa non midispiace. Un thriler godibilissimo (da ombrelone oda sere invernali) con una trama inteligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri ibridi quest’autore.